THERE'S NOTHING LIKE THIS
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Lo hanno voluto loro. I miei amici che curano questo sito. Per me non c'entra niente. Non č un racconto. E' solo un post (off-topic) sul newsgroup in cui parlo di varie cose. Loro giurano che si tratta di una delle cose pių belle che ho scritto. Va bene. Mettetelo sul sito. Eccovi l'introduzione. Contenti ora?
Per i pių curiosi. La canzone a cui si fa riferimento č "There's nothing like this" la title track del secondo album del cantante inglese di colore Omar (alias Omar Hammer).


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There's nothing like this

Per un certo periodo della mia vita, ho avuto l'abitudine di farmi svegliare
da una radio-cd -registratore (una bestiona mostruosa da 200W), che era
programmata ad accendersi alle 6.30 e a sintonizzarsi su una delle mie
stazioni FM preferite.

Una mattina successe una cosa strana. A quell'ora non c'erano trasmissioni
in voce, ma solo musica. Quella volta la radio si accese proprio tra una
canzone e l'altra. Fui svegliato dolcemente dai fruscii di sottofondo. Poi
il brano parti'.

Fu incredibile. Ogni nota mi scendeva fino al cuore. La voce del cantante,
morbida, mi dava i brividi. La situazione e le emozioni che descriveva erano
cosi' vivide che mi sembrava di viverle. Una coppia d'amanti su un morbido
tappeto. Coppe di champagne gelato. La musica dava il senso di una cosa
serena, tranquilla eppure intensa, eccezionale. E il testo ripeteva "Non
c'e' nulla di simile a questo" "Non c'e' nulla di simile a questo".

Mi ritrovai col cuore in gola e gli occhi pieni di lacrime. Non lo nascondo.
La musica a volte mi fa questo effetto. E non solo la musica. Speravo che il
brano non finisse mai.

"Beh? Che c'e' di strano? Non sei mica l'unico che si e' mai commosso per
una bella canzone."

C'e' di strano che io quella canzone la conoscevo. Avevo il disco. L'avevo
gia' ascoltata decine e decine di volte. Carina, gradevole, niente di piu'.
Mi alzai, andai a cercare il CD e corsi ad inserirlo nello stereo "serio",
sconvolgendo cosi' la routine mattutina, doccia, barba, colazione, ecc.

Ascoltai di nuovo il pezzo, ricavandone le stesse emozioni. E poi ancora. E
ancora. E mentre lo ascoltavo mi interrogavo. Perche' non mi ero mai accorto
che quella canzone era cosi' bella? Dove diavolo stavo? Come ero riuscito a
sfuggire a quella magia?

Guardai lo scaffale dove si ammucchiavano disordinati centinaia di CD.
Quanti altri gioiellini c'erano nel mucchio? Quante altre canzoni capaci di
farmi provare qualche attimo di gioia, alle quali non avevo mai fatto caso?

La cosa mi lascio' da pensare per diversi giorni. La parte razionale della
mia mente non riusciva ad accettare il fatto che la formula io+canzone una
volta fa venti e una volta fa venti miliardi. Pero' mi vennero in mente
altre situazioni analoghe. Altre canzoni che mi erano "entrate dentro",
sempre in momenti particolari. Quella volta sul treno, in gita scolastica,
col Walkman, le quattro di mattina e non riuscivo a dormire. Oppure quella
volta che in auto sbagliai strada e mi persi, da solo, per buie stradine di
colline toscane, con la spia rossa lampeggiante e non si trovava un
benzinaio a pagarlo oro. O quella volta che lei... lasciamo perdere, va'...

Giunsi cosi' alla conclusione che evidentemente ci sono dei momenti in cui
uno e' piu' sensibile, piu' vulnerabile, come la mattina appena svegli.
Momenti in cui certe "difese" sono abbassate. E' in quei momenti che uno
puo' veramente provare delle emozioni intense.

E non vale solo per la musica. Ne sono convinto. Davanti a un quadro, per
esempio. Oppure davanti a un film. O nel leggere un bel libro.

E perche' limitarci all'arte? Nei rapporti interpersonali, per esempio. Non
sarebbe magnifico rimanere "percettivi", in grado di cogliere la bellezza
interiore di un'altra persona, empatizzare, essere sensibili e vulnerabili
ai messaggi che anche inconsciamente ci manda? Addirittura nel lavoro,
quando ci troviamo di fronte ad una situazione complessa, riuscire a
cogliere l'anima, la musica del problema, prima di cominciare a sviscerarlo
con il bisturi?

E nei confronti dell'intero universo? Sara' forse questo lo stato di
"illuminazione" di cui favoleggiano le religioni orientali? Boh...

Ma allora e' semplice! Basta mettersi in questo stato "percettivo", poi si
prende un CD ed e' fatta. Magari... Io ci provo a coltivare certi stati, ma
con riultati appena percettibili. Non ci riesco a mettermici a comando. Mi
sforzo... ma non e' uno scherzo.

Funziona al contrario. Metto un disco e sento quanto la musica mi "entra". E
quando mi accorgo che "non gira", "non gira", e c'e' poco da fare. Ma che
c'ha 'sto stereo stamattina? Che e' 'sto fruscio? M'e' saltato un tweeter?
No. Lo stereo va benissimo. Il problema, semmai, ce l'ho io dentro. E'
dentro che ci sono i "disturbi".

Mi immagino un'altra scena. Devo fare la recensione di un disco (m'e
capitato anche questo, a livello infimo, si intende). Il direttore la vuole
entro stasera. Che palle! Avro' si e no due ore. Una se ne va per
sentirlo... resta un'ora. Un'ora per buttar giu' qualcosa. Che palle!

Sentiamo 'sto disco, va. Uffa! Mi sentirei volentieri quell'altro,
bellissimo, appena comprato... Mmmh, vediamo un po'. Note di copertina. Chi
ci suona? Ah, fa quasi tutto da solo. Tutta elettronica... ormai son capaci
pure i bambini... ma gli strumenti veri non li suona piu' nessuno? Diamo un
occhiata al testo... ti sei scopata la tua donna sul tappeto? Embe'? "Non
c'e' nulla di simile a questo"? Ma a me sembra di averne sentite migliaia di
canzoni uguali! Che c'e' scritto qui? "Il secondo album di...". Ma allora e'
chiaro! Il primo e' sempre eccezionale, il secondo e' sempre una delusione.
E' sempre stato cosi', non sara' certo 'sto tizio a fare eccezione.

Passa la seconda canzone. Passa la terza. Non ce la faccio piu'. Ormai s'e'
capito. Niente d'eccezionale. Addirittura banale. Basta. Stroncato. E
vaffanculo. Avanti un altro.

Questo e' quello che c'e' dietro alle mie opinioni sulle recensioni e sui
commenti.

Giancarlo, tu sei professore d'italiano e sei anche una persona di grande
sensibilita'. (Se le due cose sono conciliabili ;-)). Sono sicuro che ti e'
capitato di correggere dei temi ordinati, corretti, informati, ben scritti,
ben strutturati, sicuramente da otto. Ma che quell'otto te l'hanno
strappato, quasi estorto. Proprio perche' troppo perfetti, quasi finti, il
tema del secchione della classe che vuol prendere il bel voto. E ci riesce.

E ti saranno capitati dei temi... Hai presente "Mery per sempre"? Quando
Michele Placido corregge i temi "sull'amore" che ha assegnato ai ragazzi del
riformatorio, teppisti, violenti, ignoranti, mafiosi? Temi da tre.
Sgrammaticati. Confusi. Accroccati. Ma dentro ci senti l'anima. Ci senti una
persona che, pur non padroneggiando i mezzi, vuole dire qualcosa, ha il
bisogno di sfruttare questa occasione, forse unica, per comunicare con
qualcuno quello che ha dentro. E tu gli dai tre. Perche' sono temi da tre.
Ma ti dispiace.

Se hai provato questa esperienza (sono pronto a scommetterci) allora
sicuramente hai capito quello voglio dire.

Scusate l'OT.

Xlater
xlater@hotmail.com

P.S. [Storia Zen] Una volta un uomo inseguito da una tigre scivolo' in un
precipizio e si salvo' aggrappandosi ad un ramo. La tigre lo attendeva in
cima. Ma l'uomo si accorse che un'altra tigre lo stava aspettando in fondo
al burrone. Le braccia dell'uomo si stavano stancando, e lo stesso ramo si
stava progressivamente spaccando. Attaccata a quel ramo c'era una grossa
fragola matura. L'uomo l'afferro' e la mangio'. Dio... com'era buona...

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Sip a glass of cold champagne wine
The rug that we lie on feels divine
And there's no parallel for we two

Ecstasy the word of the night
Ringing in our ears we're in flight
There's no substitution
For what we have
No others can have

There's nothing like this
There's nothing like this
No-one could ever have
What we have
There's nothing like this

The lightest conversation has it's flow
Aural communication don't you know
And I feel quite content right now

Stick with me and we'll make history
An exclusive pair in love we will be
There's no substitution
For what we have
No others can have

There's nothing like this
There's nothing like this
There's nothing like this
Not even remotely like this

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Per scrivere a Xlater: xlater@hotmail.com

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