IL MIRACOLO
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Il primo dei due racconti scritto per un EDS su it.sesso.racconti del marzo 2005. Tema dell'EDS il vecchio collegamento tra eros e thanatos, tra amore/sesso e morte, ma con l'obbligo di affrontare il tema in modo leggero, suscitando, se non la risata, almeno il sorriso del lettore. Non è difficile riconoscere un indegno omaggio agli scritti di Camilleri sul commissario Montalbano.

Il secondo racconto per l'EDS è stato "Certi Parenti"

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Il Miracolo

- Miracolo fu, Commissario. Un vero miracolo. Macari il Vescovo lo dice. Praticamente già vedova gli ero, e invece domani Carmelino tornerà a casa dall'ospedale, guarito, per la gioia mia e dei picciliddri! La grazia Santa Rosalia mi fece, perché io sempre la pregai e la rispettai. Donna devota sono.

- Mi racconti tutto dall'inizio, signora Sciarrone, per cortesia.

- E cosa le devo raccontare? Una settimana fa, prima dell'ora di cena, mi chiamarono dall'ospedale. "Signora, venga subito, suo marito ha avuto un incidente con la macchina." Un colpo mi prese. Andai di corsa, con mia sorella che mi accompagnò. E lì lo vidi, da dietro il vetro, nella sala rianimazione, con tutti fili e tubi attaccati, la testa tutta infasciata. Il medico subito lo disse "Signora, ci sono poche speranze." Il corpo era tutto sano, ma aveva preso una forte botta in testa, trauma cranico di primo grado era, e aveva il ciriveddro danneggiato. Io passai notte e giorno a casa a pregare. Sarei rimasta a vegliarlo in ospedale, ma i pazienti in rianimazione solo a ore precise possono essere visitati. Due giorni dopo il medico mi disse: "Signora, l'encefalogramma è piatto, suo marito è in coma irreversibile, si prepari al peggio." E io preparata alla disgrazia ero, già vedova mi sentivo. Invece il giorno dopo mi chiamarono. "Signora, miracolo, suo marito si è risvegliato dal coma e sta bene."

- Le spiegarono... la meccanica... del risveglio?

- Me ne accennò il dottore. Commissario, io donna devota sono, e credo che Nostro Signore a volte agisca in modi per noi incomprensibili. Cosa importa a mia? L'importante è che Carmeluzzo sia tornato in vita!

- Vuole dire che non nutre motivi di rancore... non so... per la signorina Musetti, l'infermiera?

- Quella donna santissima gli è. Nostro Signore la scelse per operare il miracolo. Tutti peccatori siamo e non dobbiamo giudicare il prossimo. Si ricordi di Maria Maddalena, Commissario. Semmai ce l'ho con quei cornutazzi fetusi degli amici di mio marito. Ma cosa vuole, Commissario, alla fine tutto è bene quel che finisce bene.

- Grazie signora. Può andare.

* * *

- Sì commissario, l'idea fu mia, ma la realizzammo insieme con altri tre amici. Quattro amici in tutto. Siamo amici di Carmelino dai tempi di scuola.

- Mi racconti.

- Avevamo ricevuto la notizia che Carmelino era in coma irreversibile. Eravamo tutti dispiaciuti, gli vogliamo un gran bene, a Carmelino. Avremmo voluto fare qualcosa per lui, ma cosa potevamo fare ormai per quel povirazzo? Salvatore, uno degli amici, che è dentista, spiegò a tutti cosa significava il coma. Che il corpo funziona tutto come sempre, ma è il ciriveddro che non funziona più. Allora dissi io, bene, se il corpo ancora funziona, so io cosa potremmo fare per lui, come ultimo saluto. Carmelino adorava le fimmine, Commissario. Non era un fimminaro: che io sappia sempre abbastanza fedele fu, anche perché donna Antonietta, la moglie, poca libertà gli lasciava. Ma lui sempre fissato con le fimmine gli era. Le guardava, le desiderava, le cercava. Un'ossessione, Commissario. Allora un altro amico disse che conosceva un'infermiera dell'ospedale, un gran pezzo di fimmina, e sapeva che all'occorrenza... insomma... faceva dei servizietti per arrotondare. Così la contattammo. Le offrimmo 500 euro, 125 ciascuno. Non fu facile convincerla, ma alla fine accettò. Dovrebbe vederla, commissario. Alta, gambe lunghe e due labbra rosso fuoco che...

- Cosa era compreso in quei 500 euro?

- Un pompino, Commissario. Cos'altro? Un pompino al moribondo.

- Ho capito. Grazie, può andare.

- A disposizione, Commissario.

* * *

- Commissario, non pensi male di me. Io picciotta onesta sono. Mi sono fatta convincere solo perché in fondo era un'opera buona per un poveruomo in punto di morte, e avevo bisogno di un po' di soldi.

- Mi racconti come andò, signorina Musetti, per cortesia.

- Quella sera ero di turno di notte al piano. Non mi sarebbe consentito entrare in sala rianimazione, perché di quei malati se ne occupano solo alcune colleghe specializzate. Era notte fonda, non girava un'anima, e pensai che quello era il momento giusto. Il signor Sciarrone se ne stava buono buono, se non fosse stato in coma avrei detto che dormiva come un angioletto. Ero sicura che non avrebbe reagito. I patti erano che avrei dovuto... provare... per una decina di minuti, e poi, se non succedeva nulla, smettere...

- E invece...

- Gli si addrizzò, Commissario! Avevo appena cominciato a toccarlo con le labbra e con la lingua e...

- Parli pure esplicitamente signorina. Sono maggiorenne...

- Commissario, mi sono ritrovata davanti una gran minchiazza, dritta e dura. Non solo, ma il povero signor Sciarrone stava respirando più forte e il suo cuore, che si sentiva dai bip delle macchine, andava più veloce. Commissario, gli stava piacendo!

- E allora...?

- Commissario, io donna di carne sono. Il signor Sciarrone un bell'uomo gli è. La situazione era molto particolare. L'idea di far godere un povirazzo che se ne stava per andare di là mi pareva buona e santa. Mi feci trasportare un po' dall'entusiasmo. In quella sala faceva caldo, mi sentivo calore addosso, e così mi tolsi il camice. A un certo punto mi sembrava che il signor Sciarrone fosse sul punto di venire...

- E invece...

- Invece quello si alzò a sedere e si strappò tutti i tubi della flebo e i fili delle macchine. Io prima gridai spaventata, poi dissi: "Signor Sciarrone! Sveglio è? Come si sente?" E lui: "Mi sento benissimo, e ho una gran voglia di fotterti, bottana!" Senza aggiungere altro mi gettò di schiena sul suo letto, mi strappò via le mutandine e prese a montarmi come un indemoniato. Commissario, io picciotta onesta sono, e poca esperienza ho, ma mai ebbi amante così focoso!

- Cosa successe dopo?

- Beh, chiamai a casa il dottore per dirgli che il signor Sciarrone era uscito dal coma. Non voleva crederci, insisteva che era impossibile. Allora, quando arrivò all'ospedale, mi trovai costretta a rivelargli per filo e per segno come erano andate le cose. E così la voce si diffuse. Ora tutti lo sanno quello che successe!

- Teme ripercussioni sul suo buon nome?

- Oh no, Commissario. In paese mi considerano una specie di santa. La signora Sciarrone ha fatto dire tre messe per me. E poi sono richiestissima. Mi stanno chiamando per intervenire in situazioni simili. C'è un bel ragazzo di 22 anni che ha avuto un incidente con la moto, i genitori sono pronti ad offrirmi tutto quello che voglio per fare un tentativo. C'è anche il muratore senegalese che è caduto dalle impalcature l'altro ieri. Per lui, povirazzo, mi sono offerta gratis. E' lusinghiero sapere di essere in grado di... come dire... resuscitare i morti in certi modi...

- La ringrazio signorina, può andare.

- Commissario, se ha bisogno di me per... ulteriori indagini, mi chiami quando vuole.

* * *

- Pronto, Commissario, sono Saluzzo. Ci ha inzertato in pieno. Cinque su cinque. Ma come ha fatto?

- Vuoi dire che tutte e cinque vuote sono?

- Non vuote, commissario. C'erano dei sassi, dei mattoni, per simulare il peso. Ma dei morti, non ce n'è traccia. Abbiamo finito il giro dei Cimiteri, Commissario. Stiamo tornando in caserma per fare rapporto.

- Saluzzo, di questa storia non ne deve sapere nulla nessuno. Dobbiamo agire di sorpesa. Mi raccomando, massima discrezione.

* * *

- Commissario, sono qui per vuotare il sacco. Tanto ho capito che lei scoprirebbe tutto lo stesso, e mi voglio liberare del peso.

- Parta dal principio, signor Sciarrone.

- Tutto cominciò da una botta di fortuna. Alla lotteria vinsi. Cinque milioni tondi tondi, con un biglietto acquistato mentre ero a Milano per lavoro. Ero felice e contento, ma mi resi conto subito che di tutti quei soldi non sapevo che farmene. Benestante sono, Commissario, il mio negozio di abbigliamento in centro è sempre pieno. Certo, i soldi fanno sempre comodo, ma non mi avrebbero dato quello che davvero volevo.

- E cosa voleva?

- Le fimmine, Commissario! Mia moglie santa donna è, ma sotto quel profilo... Pensavo che con quei soldi avrei potuto avere tante picciotte giovani, belle e disponibili. Ma come facevo? Mia moglie mi tiene sotto controllo mattina e sera. Così decisi di sparire. Seppi di questa organizzazione specializzata. Hanno una bella rete di complicità in tutti i settori, ospedali, uffici burocratici, amministrazioni, imprese funebri... Pagando una certa cifra ti fanno "morire" per tutti quelli che ti conoscono, e invece ti ritrovi vivo, libero e ricco, da un'altra parte del mondo. C'è tutta una messa in scena da costruire, l'incidente, i verbali della Stradale, la macchina da far sparire, il coma irreversibile certificato dal medico, l'esame autoptico fasullo, il funerale con la cassa vuota, ma tutti i dettagli sono curati al millesimo. E' un'organizzazione perfetta, Commissario. Fanno tutto loro. Bisogna solo che il cliente faccia una piccola recita. Sembrava tutto semplicissimo...

- E invece...

- Lei l'ha vista, Commissario. Come si può restare "morti" davanti a una fimmina come quella? Io nemmeno la sentii entrare ché stavo dormendo. Fu la sua lingua sulla mia minchia a svegliarmi. Feci tutto il possibile per restare freddo e impassibile, ma come si fa? La minchia mi si indurì, beddazza matri! E più mi si induriva più quella ci dava dentro di gusto, con quelle due labbrone rosse. A un certo punto addirittura si spogliò e me la ritrovai nuda davanti. Commissario, se pure fossi stato davvero in coma, non sarebbe cambiato niente, mi creda. Macari un morto si sarebbe ridestato. E dire che un altro paio di giorni e sarei stato libero e felice ad Acapulco...

- Acapulco la scelse lei, come destinazione?

- Nossignore, la proposero loro. Hanno degli agganci in Messico, per i documenti, i passaporti, il passaggio del denaro. A me andava bene. E' pieno di belle picciotte ad Acapulco. Commissario, io voglio collaborare. Le dico tutto quello che so, nomi, indirizzi, recapiti. Però lei, se può, mi dia una mano...

* * *

- Pronto Commissario, sono il Prefetto. Abbiamo già in mano due dei cinque latitanti. Per gli altri tre il cerchio si stringe. La polizia messicana sta collaborando col massimo impegno. Entro 48 ore li avremo. Ho già inoltrato le pratiche per l'estradizione. E pensare che noi li ritenevamo morti e sepolti, mentre quelli continuavano a tirare le fila da lontano. Lei ha avuto un'intuizione geniale. Davvero un ottimo lavoro, Commissario. Complimenti.

- Grazie, sig. Prefetto. Arrivederci.

- Complimenti anche da parte mia Commissario!

- Grazie, Saluzzo.

- Ha intenzione di procedere macari contro Sciarrone?

- Ma no. Che me ne fotte di Sciarrone? Lasciamo le cose come stanno, così che la moglie continui a ritenerlo un miracolato, e che l'infermiera continui a vendersi i suoi pompini miracolosi...

- Ha ragione, Commissario. Ma mi dica: come fece a capire quello che c'era dietro? Cos'è che la fece insospettire?

- C'era un certo numero di cose che non mi quagliavano... Non era possibile che in tanti anni di indagini, ogni volta che riuscivamo ad identificare qualche pezzo grosso, qualche personaggio chiave della malavita, finivamo per scoprire che era morto il mese prima per incidente. Però la prova definitiva me l'ha data proprio la Musetti...

- Che prova?

- Non voglio dire che non sia brava... ma non lo è fino a quel punto. Ed è stato in quel momento che ebbi la folgorazione.

- Commissario, mi sta dicendo che lei... che l'infermiera...

- Tutto nell'ambito delle indagini, Saluzzo. Chi fa questo mestiere qualche piccolo sacrificio personale deve pur metterlo in conto, che minchia!
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