MARISHA DOPO L'AMORE
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Un personaggio preso in prestito: la sognante, romantica e sensuale Marisha. Sullo sfondo, l'affettuosa amicizia che mi unisce ad Angel, l'autrice delle storie di Marisha, incontrata per caso nei viali della Rete. Il suo apprezzamento per i miei racconti e la sua richiesta di un qualcosa scritto "tutto per lei".

Ed io, ben conscio di quanto Marisha rifletta le sensazioni, i desideri, i sogni proibiti della sua stessa creatrice, che cercando di rievocare l'atmosfera dei sui scritti, produco questo breve quadruccio, quasi un flash di un momento di intensa passione.

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Marisha dopo l'amore

In quell'ampia sala dove di solito uomini e donne si agitavano al ritmo assordante dell'hi-fi, la quiete che li circondava sembrava stranamente innaturale. Gli specchi facevano sembrare l'ambiente ancora più ampio e più vuoto. L'unico suono quello dei loro respiri.

Il parquet era fastidiosamente duro sotto i loro corpi umidi. Ma Marisha e Vittorio sembravano non farci caso presi come erano da quel languore contemplativo che si manifesta dopo un intenso orgasmo.

Marisha era stesa sulla schiena e guardava distratta il soffitto, mentre Vittorio era steso di fianco, verso di lei, la testa appoggiata su una mano. Entrambi respiravano profondamente. Di quando in quando Vittorio si avvicinava con le labbra per baciarla sul viso. Sulla fronte. Sullo zigomo sotto l'occhio. Sulla punta del naso. Sul mento. Agli angoli della bocca.

Fu Marisha a rompere l'incantesimo di quel silenzio. Distolse gli occhi dal soffitto e si voltò a guardare l'uomo. Con dolcezza e con un pizzico d'ansia.

"Ti sono piaciuta?" chiese sussurrando.

Vittorio sorrise e non rispose subito. Portò la mano destra verso il suo viso e prese a sfiorarle le guance, accarezzandola con la punta delle dita. In quella domanda c'era tutta Marisha, rifletté Vittorio.

"Ti sono piaciuta?" aveva chiesto. Non "Ti è piaciuto?". In quelle tre parole si riassumeva quel modo così femminile e così sensuale che aveva Marisha di concepire e di vivere il sesso. Non come qualcosa che "si fa" con un'altra persona. No. Per Marisha l'essenza stessa dell'atto sessuale era nel suo concedersi, nel suo abbandonarsi, nel dono che in quel momento faceva di sé e del proprio corpo all'uomo. Lo stesso piacere fisico che lei stessa provava, quegli orgasmi che la scuotevano tutta fino a farla urlare, erano parte del dono, erano la risposta entusiasta del suo corpo alle sollecitazioni di chi la possedeva. Marisha si donava con gioia, e i suoi orgasmi stavano a rappresentare la gioia che provava nel donarsi completamente.

"Ti sono piaciuta?". Come chiunque faccia doni, era importante per lei sapere se e quanto il suo dono era stato apprezzato. Vittorio capiva tutto questo ed era convinto che Marisha ben meritasse questa gratificazione. Far l'amore con lei era stato veramente appagante.

Avrebbe voluto spiegarle che era estasiato dal dono in se più ancora che dall'oggetto del dono. Che il modo che lei aveva di offrire quel bel corpo era ancora più piacevole di quel corpo stesso. Ma avrebbe dovuto scegliere bene le parole. Come quando si dice che "più del regalo conta il pensiero": si lascia sempre il sospetto che il regalo non sia stato gradito. Invece Vittorio aveva gradito, e come, la possibilità di godere di Marisha. E ne aveva goduto.

E poi, si chiese, fino a che punto era possibile fare una separazione netta? Non era forse il corpo stesso di Marisha una metafora della sua generosità, della sua disponibilità a donarsi? Quelle curve piene sembravano fatte apposta per guidare le carezze di un uomo. La pelle di seta sembrava capace di trasformare in brividi e sospiri ogni contatto con una mano maschile. I seni pieni sembravano quasi chiedere di essere palpeggiati, con quei capezzoli deliziosi pronti ad indurirsi al primo contatto con un paio di labbra o di una lingua.

Tra le cosce, parzialmente nascosto tra i peli neri, il suo fiore era lestissimo bagnarsi ed a schiudersi. Il bottoncino delizioso di carne ci metteva poco a gonfiarsi e ad affacciarsi, reclamando tenerezze e baci. E la vagina, morbida, aspettava con ansia, mantenendo le proprie pareti al giusto grado di umidità e di calore, di offrire il fluido piacere del suo avvolgente contatto al pene rigido di un uomo.

Perfino quei fianchi ampi, che Marisha viveva come un difetto, sembravano funzionali alla sua offerta d'amore e di piacere. Una base solida su cui l'uomo potesse agitarsi convulsamente, a proprio piacimento, nella ricerca della soddisfazione dei propri istinti sessuali.

Vittorio avrebbe voluto dirle tutte queste cose, che gli erano passate nella mente in pochi secondi, mentre Marisha attendeva, col fiato sospeso, il suo responso. Troppo difficile da spiegare, ora, qui. Ripiegò su una risposta semplice.

"Mi sei piaciuta tantissimo, Marisha. Sei stata fantastica. Veramente."

Dio mio che banalità, pensò. Ma Marisha non ci fece caso e a quel commento la sua espressione si sciolse in un sorriso.

"Sai? è la prima volta che... voglio dire, non penserai che sono una che scopa con il primo che viene a salutarla..."

"Lo so... e questo ha reso tutto ancora più speciale... e comunque nemmeno io... non c'è sempre la fila di ragazze per saltarmi addosso..."

"Allora è stato speciale anche per te?" La voce di Marisha era un sussurro.

"Sì... e credo proprio che dovremmo farlo più spesso..."

"Ma come si può...?"

"Apri una nuova palestra a Roma!" suggerì Vittorio sorridendo.

"Ma non posso trasferirmi... Alec ha il lavoro qui..."

"E chi ha parlato di trasferirti? Però così avresti un buon motivo per venire a Roma almeno un paio di volte al mese... e poi assumi tre bellissime istruttrici di aerobica. Così posso consolarmi con loro quando non ci sei..."

"Porcone!" lo rimproverò Marisha sghignazzando "Non le prenderei mai troppo belle. Altrimenti ti invaghisci di loro e a me non pensi più!" aggiunse simulando un pizzico di broncio.

"No, Marisha." Rispose Vittorio, serio. "Anche se fossero bellissime, con te sarebbe comunque tutta un'altra cosa...".

I due si guardarono negli occhi poi si abbracciarono stretti l'una con l'altro. Le loro lingue si intrecciarono in un appassionato bacio.

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