LO CHALET
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I miei racconti che hanno come protagonista Patrizia hanno spesso colpito l'immaginazione dei lettori. Molte volte mi hanno sollecitato a scriverne altri, oppure si sono dielttati essi stessi ad immaginare nuove avventure per i personaggi dei miei primi racconti. E' il caso di Fixit76, che ha scritto questo racconto, che può essere un seguito di "Fabio e Patrizia" ed è ispirato dalla situazione in cui si fa cenno nelle prime puntate della "Settimana Bianca". Non me la sento di considerarla una puntata ufficiale della saga. I personaggi, come li ha riletti Fixit76, sono abbastanza diversi da come li immagino io. Tuttavia ho trovato questo racconto molto coinvolgente, e lo ospito volentieri sul sito, sicuro che molti dei visitatori lo apprezzeranno.

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Lo Chalet

Prologo

Mai avevo considerato l'entrata in scena di Piero nella mia vita di coppia come un'intrusione. Certo, molte cose erano cambiate da quel fatidico giorno d'estate, quando Patrizia conobbe Piero, ma é pure vero che da quel giorno, un gradino alla volta, il rapporto tra me e Patrizia era diventato sempre piú stabile, sempre piú completo. Le esperienze maturate ci avevano consentito di abbandonare tutti i vincoli di gelosia, di possessivitá che possono inquinare un rapporto: eravamo diventati piú sinceri, piú aperti, piú comprensivi l'uno verso l'altro.

Durante il week-end in cui Piero venne a trovarci a Roma furono tantissime e fortissime le emozioni che provammo: momenti di felicitá, momenti di passione, anche di rabbia, ma senz'altro io e Patrizia entrammo in una dimensione piú completa.

Forse é grazie a Piero che io e Patrizia stiamo insieme felicemente, che la nostra unione non si é dissolta con l'acqua di mare durante le sue vacanze, che il nostro rapporto é maturato.

Spesso parlavamo di Piero. Molti ricordi ci sfioravano nei nostri momenti di intimitá. Di tanto in tanto, si finiva a parlare anche di Vanessa. Di questa milanese sconosciuta, di cui Piero non aveva mai smesso di tessere le lodi.

Vanessa avrebbe potuto essere la persona che ci avrebbe permesso di salire un ulteriore gradino nel percorso della nostra vita di coppia. Con Vanessa io avrei potuto provare le sensazioni che Patrizia aveva vissuto con Piero, e viceversa. Avremmo potuto completare entrambi il quadro delle nostre esperienze di coppia, senza coinvolgere altri estranei, continuando a frequentare Piero e mettendo anche in questo modo Patrizia piú a proprio agio.

Un'idea simile appariva perfetta ai miei occhi e Patrizia non faceva che darmi ragione. Fu ancora piú interessante venire a sapere che Piero e Vanessa avevano a lungo considerato questi stessi argomenti e non era difficile mettersi d'accordo per incontrarsi nuovamente.

Fu cosí che prendemmo in affitto uno chalet a Madonna di Campiglio, in piena stagione sciistica, per trascorrere un week-end insieme a Piero e Vanessa.

 

 

Nello Chalet

Diversamente da quanto avevo previsto Patrizia non aveva preso un atteggiamento di rivalitá verso la nuova arrivata Vanessa. Avevo creduto in una sfacciata ostilitá nei suoi confronti, invece, Patrizia sorrideva sinceramente, parlava tranquillamente con Vanessa e Piero, mentre io preferivo osservare i loro comportamenti, cercando di capirci qualcosa di piú anch'io. Avevamo tutti in mano il nostro bicchiere di vino bianco, eravamo giá alla seconda bottiglia, Piero stava raccontando il viaggio per raggiungere le Alpi, Vanessa gli sedeva accanto, sullo stesso divano; all'altro fianco di Piero, ma un poco piú scostata, sedeva Patrizia. Avevo trovato posto nella poltrona di fronte al divano, e mi ero destreggiato nell'aprire la bottiglia e versare il vino nei bicchieri mentre Piero ci aiutava a conoscere Vanessa. Anche di Vanessa avevo avuto una previsione sbagliata. Si capiva che fosse un peperino, ma non la ragazza altezzosa che mi ero prefigurato. Questa era la ragazza con cui dovevo andare a finire.

La scelta di fare questo scambio di coppie mi aveva visto particolarmente eccitato sin dall'inizio. Certamente ancora a distanza di tempo mi ha sempre intrigato ed eccitato a dismisura l'idea che la mia ragazza si divertisse a fare la porca con uno sconosciuto, perche' in fondo Piero era uno sconosciuto, un amante misterioso, e adesso mi eccitava ancora moltissimo l'idea che, mentre lei sfogava i suoi istinti sul superdotato Piero, io potessi ripagare entrambi con la stessa moneta, andando a letto con Vanessa (o a divano, o all'impiedi, o come diavolo avrebbe voluto), che, oltre a essere una ragazza molto bella, mi era stata descritta come una vera assatanata, una donna che ha familiaritá con il sesso e non vede l'ora (almeno nelle mie fantasie) di saltarmi addosso.

Avevo riflettuto su molti dettagli, in preparazione di questa visita. Piero e Patrizia non avrebbero avuto il minimo problema ad appartarsi in una stanza e cominciare a divertirsi tra loro, per me e Vanessa sarebbe stato molto piú difficile rompere il ghiaccio, andare al dunque.

E se non le piacessi? Non avevo mai considerato l'opposto, sono sempre stato convinto che Vanessa doveva essere il pezzo di fica che Piero andava vantando, ma se io non fossi piaciuto a lei? Chissá a che tipi é abituata la milanese! E se anche le fossi piaciuto e, abituata alle dimensioni non certo comuni di Piero, si fosse messa a ridere scoprendomi considerevolmente piú piccolo? Mentre cercavo di scacciare questi mille pensieri, mi concentravo nel fantasticare che, sotto il grazioso vestito aderente nero, Vanessa portasse una biancheria intima da collezione e che le sue calze velate fossero dei poetici autoreggenti.

Per quanto riguarda Patrizia sapevo che non aeva lasciato niente al caso. Aveva iniziato a vestirsi ben prima del supposto arrivo di Piero e Vanessa. Momento topico in cui finalmente facevo la conoscenza della mitica milanese, e Patrizia riabbracciava il ragazzo che, piombato improvvisamente nella nostra relazione, aveva dato vita a tante stranissime sensazioni, che sembravano non abbandonarci piú. Primo tra tutti il pipistrello.

Il famoso pipistrello che praticamente fa la sua comparsa ogni volta che il nome di Piero veniva pronunciato da me (raramente) o (molto piú spesso) da Patrizia. Spesso, anzi quasi sempre, in coincidenza con i nostri momenti di intimitá, quando, mentre facevamo sesso, magari anche sul piú bello, Patrizia tirava fuori frasi del tipo "ti ricordi quella volta con Piero?", o "cosí, si cosí, come fa Piero!". Frasi che astutamente riusciva a inserire quando meno me l'aspettavo: il pipistrello prendeva il volo, nella mia mente si formava l'immagine di un ragazzo piú muscoloso, piú attraente e piú dotato di me, che soddisfa la mia ragazza davanti ai miei occhi, mentre, nella fica di Patrizia, si sentiva l'effetto di questi ricordi e di questi desideri, che si traduceva in potenti orgasmi. Senza perdere troppo il filo, stavo dicendo che Patrizia si era vestita quel giorno non solo per piacere a Piero, ma per sentirsi pronta per qualcosa in piú della semplice chiacchierata da divano accompagnata da vino bianco. Evidentemente si era preparata per passare la notte con Piero in un letto, la biancheria intima che indossava non era certo messa a caso: il completino nero che le avevo regalato per il nostro anniversario. E me lo aveva anche spiegato. Mi aveva detto quel pomeriggio che sentiva di non potere aspettare, di non vedere l'ora di rincontrare Piero, si sentiva molto emozionata e doveva scegliere un vestito che riflettesse il suo stato d'animo. Quando vidi che stava per indossare il completo di biancheria intima che le avevo regalato mi venne un tuffo al cuore. Probabilmente Piero si sarebbe divertito a sfilarglielo, a vederla stupenda com'era nelle sue forme accompagnata dal pizzo nero. Ma comunque, avevo accettato ancora una volta di avere il pipistrello aleggiare nel mio stomaco, e dovevo accettarne le conseguenze.

Vanessa mi riportó sulla terra, distogliendomi da tutte queste elucubrazioni.

"Allora, ti piace Madonna di Campiglio?" tutti e tre mi guardavano. Sembravano divertiti. Risposi con qualche frase di circostanza, poi ripassai la palla a Piero: "E tu? E' la prima volta che vieni qui?"

- "Oh, no!" - fece Piero - "Sono stato qui a sciare parecchie volte prima!"

- "Piero é uno sciatore provetto" - intervenne Patrizia -

- "Tre stelle d'oro" - precisó Vanessa - Le due sembravano in sintonia nell'osannare l'atletico Piero, a scapito mio, che di sci ne capisco veramente ben poco.

- "Beh, si, ci divertiremo un sacco sulle piste tutti assieme" - dissi -

- "E non solo sulle piste!" - aggiunse Patrizia spiritosamente - I tre scoppiarono in una genuina risata, alla quale mi unii, giusto per non fare la figura dello scemo, anche se non ci trovavo niente da ridere. Era ben chiaro che Patrizia e Piero stavano per trascorrere momenti molto "interessanti", mentre non credevo ancora, pessimisticamente, di avere attirato l'interesse giusto da parte di Vanessa, che neanche mi guardava, e con la quale forse non avrei concluso, né stasera né durante tutto il week-end.

- "A proposito" - fece Vanessa, con aria casuale, ma in realtá si vedeva che si preparava a dire qualcosa di importante - "Piero mi ha sempre raccontato di come si sia divertito in tua compagnia, e non certo a sciare..." Neanche una punta di sarcasmo. Neanche una punta di ostilitá, Vanessa stava per parlare del suo fidanzato e di come si era scopato un'altra senza dare segno di gelosia, anzi: sembrava soddisfatta.

E proseguí: "So che avete avuto la vostra prima avventura al mare e che poi, quando é venuto a trovarvi a Roma avete trascorso dei momenti molto intensi!" Vanessa sorrideva genuinamente. Aveva preferito rompere il ghiaccio in maniera diretta, seppellire la scure di guerra della gelosia e trattare la faccenda in maniera diretta. Patrizia evidentemente non aspettava altro. Non desiderava a questo punto creare nessuna ostilitá con Vanessa, dunque abbandonó il tono di superbia che qualche volta la contraddistingue e rispose a Vanessa:

- "Piero mi ha attratta sin dal primo momento, e, siccome io e Fabio ( e guardó me) abbiamo un rapporto molto onesto e di larghe vedute, ho potuto avere le mie avventure con Piero senza il rimorso di tradire Fabio.

- "Eh si! Bei tempi!" - aggiunse Piero con una risata - "In particolare il week-end a Roma é stato denso di esperienze! Non e' vero Fabio?"

- "Mh, si..." - risposi io, un poco shockato dalla piega che la discussione aveva preso -

Vanessa riprese: "Piero ha parlato molto bene di te, ti ha descritta come una ragazza passionale, decisa, divertente!" Alla sincera manifestazione di lealtá di Vanessa, Patrizia rispose parimenti: "Sappiamo da Piero molte belle cose di te, mi fa piacere che sei venuta a trovarci insieme a Piero, sono contenta di fare la tua conoscenza. Ah, questo Piero, che ci fa tutte impazzire!" - scherzó Patrizia -

Io stavo zitto, i commenti che giravano attorno a Piero mi lasciavano senza parole, temevo di non riuscire a dire qualcosa di giusto senza in qualche modo confermare la supremazia del fascino di Piero.

Vanessa continuó: "Eh si, come fa a non piacere, un ragazzo cosí? prese con la mano il viso di Piero, lo accostó al suo, e gli diede un bel bacione rumoroso sulla guancia. Piero si godeva tutti questi commenti dalle sue ammiratrici. Patrizia avrebbe voluto in quel momento anche lei lanciarsi verso Piero, dargli un bacio di approvazione, magari anche piú: un bacio di seduzione, ma decise di non esercitare quel gesto quasi di sfida, nei confronti di Vanessa. In fondo era sempre il suo ragazzo quello che sedeva fra loro due, anche se tutti noi sapevamo del rapporto da amanti ufficiali che si era creato tra Piero e Patrizia. La "mia" (a questo punto gli aggettivi possessivi iniziano a sfumare il proprio significato) ragazza si lasció andare a un semplice buffetto e abbandonó con nonchalance un braccio sulla spalla di Piero, tenendo sempre nell'altra mano il bicchiere di vino bianco mezzo vuoto.

Seguí un attimo di silenzio, ma Patrizia seppe prendere l'occasione al volo per aggiungere: "...e un ragazzo per di piú cosí attraente" - lanciandosi in una carezza rapida ma seducente ai capelli biondi di Piero, che rispose guardandola e elargendole un sorriso beato.

Ora al gioco delle parti mancava solo un tassello.

Mancava che Vanessa si voltasse verso di me e dicesse qualcosa tipo "...e anche tu sei molto affascinante" o qualcosa del genere, che avevo sognato per settimane, un modo rapido e indolore per procedere nelle nostre camere da letto e dedicarci al sesso sfrenato che mi ero ripromesso di mettere in atto con la bella milanese.

Vanessa prese subito si la parola, ma non per rivolgere le proprie attenzioni verso di me, bensí per rincarare la dose di ammirazioni e complimenti verso il bel Piero, che sedeva a spalle larghe sorseggiando vino bianco tra le sue due ammiratrici: "Piero ha sempre fatto colpo sulle donne, e in particolare su di me, per il suo corpo e per il suo aspetto fisico! Tu sai, evidentemente di cosa parlo, Patrizia, se ha fatto lo stesso effetto a te!"

- "Si" rispose Patrizia "Piero ha un sacco di qualitá, alcune addirittura... nascoste!" Segui' un coro di risate, l'allusione aveva fatto centro, i tre ridevano come tre vecchi amici, sembrava come se le due donne si conoscessero da sempre.

- "Beh, non sono proprio nascoste quelle scolpite sul suo corpo: mi riferisco ai suoi addominali, al suo corpo ben definito da atleta!" Con queste parole la mano di Vanessa si avvió a scendere in un movimento vistoso dalla spalla di Piero verso i pettorali, che accarezzó. Anche qui Piero si voltó e rispose con un sorriso beato di approvazione, sembrava si sentisse in paradiso a trovarsi in mezzo a due donne che manifestavano la propria attrazione verso di lui.

Patrizia ingranó la marcia e passó all'attacco: si voltó verso di me e disse: "Non é vero, Fabio, che Piero ha degli addominali da favola?!"

Ero colto in trappola. Anziché destreggiarmi per sedurre la bella Vanessa come avrei voluto, mi trovavo di nuovo, a distanza di mesi, a fare ruolo di supporto per l'attrazione fisica tra Piero e Patrizia, solo che questa volta, come scoprii presto, dovevo fornire supporto anche alla controparte, a Vanessa, che fece seguito alla domanda diretta di Patrizia guardandomi fisso, con un sorriso complice e dimostrando che attendeva la mia risposta.

Annuii e ammisi sportivamente che Piero era molto in forma: "Si, si, ha degli addominali da favola!" Forse mi lasciai un poco andare, perché diedi lo stimolo giusto a Vanessa per prendere l'iniziativa e dire: "Guarda, forse ancora meglio di come li hai visti prima di Natale!" rivolta a Patrizia, sua collega in ammirazione di Piero, e, con movimento lesto, alzó la t-shirt che Piero portava e la sollevo' quel tanto che bastava per mettere in mostra l'addome di Piero. Patrizia non si lascio' sfuggire l'occasione di teatralizzare un poco, e sfoggió un "Oh!!!" di ammirazione e un commento decisamente fuori luogo: "Vedi Fabio? Cosí potresti diventare anche tu se facessi un po' piú di sport!" e mentre parlava allungó la mano e tastó gli addominali di Piero.

Piero sorrise e mi disse: "Sono la chiave del successo con le donne amico mio!"

Annuii nuovamente e mi mostrai divertito, ma divertito non ero. O forse si. Un enorme pipistrello si aggirava nel mio stomaco vedendo che entrambe le donne avevano una mano sulla pancia di Piero, e ne accarezzavano estatiche i muscoli.

- "Ma questo é meraviglioso!" disse Patrizia, continuando a accarezzare sfiorandoli, i muscoli di Piero. "Fabio! Prendi, prendi la telecamera: filmalo!"

Vanessa scoppió a ridere, e anche Piero disse ridendo: "No, no, questo mai", e fece in modo da sfilarsi dalle carezze delle due e ricoprirsi con la maglietta.

- "Perché no?" - disse divertita Patrizia - "Fabio ha una telecamera! Fabio, fagliela vedere, portala qua, filma Piero!".

Piero continuava a schernirsi divertito: "Ma dai, Patrizia, che dici, filmarmi gli addominali!" e Vanessa sorrideva godendosi la scena. Patrizia sembrava ostinatissima! Non riuscivo a capirla nei suoi intenti, ma per non deluderla avevo giá preso la sacca contenente la telecamera e la stavo montando.

Patrizia continuava a insistere divertita, e faceva: "Ma dai, facceli filmare, dove li rivediamo poi degli addominali cosi?"

Piero, vedendo che avevo veramente preparato la telecamera, un poco si teneva giú la maglietta che Patrizia cercava di alzare, un poco le permetteva di alzarla, lasciandosi convincere poco a poco. Improvvisamente si uní allo scherzo Vanessa che prese l'altro lato della maglietta e aiutó spiritosamente Patrizia, non solo ad alzarla, ma a sfilarla completamente a Piero, che rimase a petto nudo.

Dissi: "Sono pronto", indicando la telecamera, mentre davanti a me sedevano Piero, a petto nudo, che faceva finta di vergognarsi, e Patrizia e Vanessa, soddisfatte e sorridenti, un poco brille forse, a fare da cornice al fisico di Piero.

- "Occhei, occhei" - disse Patrizia sbrigativamente, con l'aria della consumata regista - "Dicci quando stai registrando, e zooma sull'addome di Piero!".

Le risatine di Piero e Vanessa le fecero eco, mentre misi l'occhio sull'oculare e premetti "record", dicendo: "Ora, da ora sto filmando".

Patrizia faceva da voce narrante e, scherzosamente seria, inizió a dire: "Ecco, signore e signori, questo é il favoloso fisico di Piero". Comparve la sua mano affusolata, a indicare, e anche a carezzare l'area in questione. Con l'indice puntato Patrizia continuó: "Questi sono i famosi muscoli scolpiti di Piero che fanno eccitare le ragazze di mezza Italia" Vanessa e Piero ridevano. "E questi sono i mitici pettorali!" e la mano si spostava a carezzare provocatoriamente il petto di Piero.

Un'altra mano trovó posto nell'inquadratura. Era la mano di Vanessa, che giungendo dal lato opposto, sfiorava la pelle lucida e abbronzata di Piero dall'altra direzione. Il gioco stava per sfuggire di mano a tutti quanti. Avevamo un Piero al centro delle attenzioni, seminudo e carezzato dalle sue due donne preferite. Io di fronte ero stato relegato al ruolo di spettatore, adibito per di piu' al filmato di questi momenti.

- "E questo..." - disse Vanessa a voce alta - "...é il capezzolo di Piero!" e sfioró un capezzolo di Piero "Che si eccita tanto quando qualcuno glielo tocca!! Eh eh eh eh!" La risatina suono' come un invito per Patrizia che dal lato opposto mimó i movimenti di Vanessa e titilló il capezzolo di Piero con la punta del dito, aggiungendo anche lei un risolino divertito: "Eh eh eh eh!".

Piero faceva come uno che soffre il solletico, rideva divertito e sobbalzava, stimolato su una delle sue zone erogene preferite.

Distaccai l'occhio dalla telecamera, e, mentre continuavo a filmare, guardavo la scena con i miei occhi. Sorprendentemente nessuna delle due ragazze guardava Piero, entrambe cercavano il mio sguardo, e mi sentii in dovere di rispondere con un sorriso. Per praticitá rimisi a guardare dentro l'oculare, e allargai l'inquadratura. Neanche passó un secondo che Vanessa piegó la testa, la sporse verso il petto di Piero, tiró fuori la lingua, e la passó delicatamente sul capezzolo di Piero.

Piero emise un "Ooooohh" di ammirazione, e fece un sorriso come per dire "Si! Li'!". Patrizia restó a guardare, pur avendo la mano che correva ormai libera sul torace di Piero.

Vanessa si voltó verso la telecamera e disse: "Visto? Il suo punto debole!" sorridendo poi verso Patrizia, che rispose con un sorriso ancora piú vistoso, e, lentamente, si piegó. Patrizia non si sarebbe mai tirata indietro in questa sfida a chi faceva il gesto piú sexy: sporse in fuori la lingua e la appiattí sul capezzolo di Piero che socchiuse gli occhi, fece un sorriso e riversó la testa verso la spalliera del divano.

La scena sembrava finta. Piero si trovava due bellissime ragazze che gli titillavano i capezzoli con la lingua! Teneva un braccio sulle spalle di ciascuna ragazza, fin quando Vanessa non interruppe il suo giochetto, alzó il capo e cominció a pomiciare avidamente con Piero. Patrizia interruppe anche lei e rimase a guardare, dal lato opposto, come l'esperta lingua di Vanessa e quella del suo Piero giocavano e si intrecciavano. Il mio pipistrello fece un balzo e cominció a planare nel mio stomaco quando, in uno slancio di altruismo, Piero si scostó delicatamente da Vanessa, con le labbra lucide della saliva della bella milanese, si voltó lentamente verso Patrizia che gli sedeva a fianco, e incontró le sue labbra, per cominciare a pomiciare, se possibile, ancora piú selvaggiamente.

Patrizia amava pomiciare con la lingua fuori dalla bocca. In questo caso si intuiva che era tornata ad apprezzare il fatto che io stavo a guardare, per di piú da dietro una telecamera, perché mentre lo baciava, tenendo gli occhi socchiusi, guardava nella mia direzione. Il gioco di lingue tra i due sembrava avermi ipnotizzato, tanto che, quasi automaticamente, zoommavo sui loro movimenti, mentre Piero aveva iniziato ad allungare le mani e muoverle liberamente sulle tette di Patrizia, che si era avvicinata ancora di piú ed aveva sporto il petto per offrirgli i seni. Seguii con la telecamera Piero, che, si dava da fare con le mani, prese una tetta di Patrizia e, mentre la palpava, col pollice le sfiorava il capezzolo, provocando evidenti reazioni di arrapamento in Patrizia, mugolante.

D'un tratto la voce fuori campo di Vanessa mi risveglió dal mio stato di ipnosi, con un richiamo improvviso: "Fabio, perché non zoommi su questo, invece?". Allargai il campo della telecamera e la mossi verso la voce di Vanessa.

Con mia sorpresa, la porca milanese si era data da fare con i pantaloni di Piero, glieli aveva abbassati, e teneva con entrambe le mani l'orlo dei boxer. Una volta ottenuta la mia attenzione, con un sorriso malizioso che non saprei descrivere, inizió ad abbassare lentamente l'orlo dei boxer, sembró a un tratto incontrare un ostacolo, dal quale improvvisamente si liberó e <boing!> come una molla saltó fuori il cazzo irrigidito di Piero.

Il suo arnese aveva sempre destato la mia invidia. Dal primo giorno in cui si conobbe con Patrizia, quando la mia ragazza, in vacanza al mare mi telefonó e mi descrisse il cazzo enorme di un milanese appena conosciuto. Ebbi l'occasione di ascoltarne dettagliate descrizioni, ogni volta con voce ammirata, da parte di Patrizia per tutto il tempo fin quando Piero non venne a trovarci a Roma. In quell'occasione, in quei due giorni, il cazzo di Piero fu, si puó dire, il protagonista. Patrizia mi confessava quanto desiderava prenderlo in bocca, poi, quando andammo a cena insieme, sulla strada del ritorno, si sedette sul sedile posteriore e lo sbocchinó avidamente, con rumori di sciacquio e mugolii, alcuni dei quali, ne sono certo, erano dedicati a me, che non potevo neanche vedere la scena che si svolgeva nei sedili posteriori, e mi rendevo conto che a pochi centimetri da me la mia ragazza aveva la bocca piena del cazzo di un altro. E il giorno successivo, quando finalmente lo vidi, Patrizia mi fece ammettere pubblicamente che si trattava di un cazzo fuoriclasse, mi fece vedere quanto veramente lo adorava... mi portó ad assaggiarlo io stesso.

Quel cazzo che aveva goduto della fica e del culo della mia ragazza, quel cazzo superbo, sfacciato, che aveva sborrato tranquillamente nella fichetta di Patrizia, o a pioggia sul suo viso e sui suoi capelli, che tante volte avevo accarezzato, era prepotentemente dritto ancora una volta, di fronte a me, che lo riprendevo, mentre Vanessa lo aveva preso con delicatezza alla base e, lentamente, lo massaggiava.

Vanessa si rivolse a Patrizia, che nel frattempo, aveva smesso di baciare Piero: "Allora? E' questa la qualita' nascosta di cui parlavi?" Patrizia sorrise estatica, non sapeva proprio cosa dire. Probabilmente provava riconoscenza per Vanessa che non aveva esitato a mettere in mostra di fronte alla telecamera e a me il suo oggetto del desiderio. Patrizia si riprese, e cominció: "E' sempre il cazzo di Piero... mi attira come una calamita... ogni volta che lo vedo non posso fare a meno di immaginarmelo... dentro... mamma mia Piero, ma come ti ha fatta tua mamma, hai un corpo statuario!"

Piero si fece coraggio, si vede che aveva atteso e desiderato da molto tempo questo nuovo incontro con la sua affezionata Patrizia, si rivolse a Patrizia e disse "Ti va di salutarlo?"

Patrizia sembró quasi emozionata "Oh, Piero, sai che non aspetto altro!"

Piero guardó dritto nella telecamera e chiese: "Ti dispiace Fabio? Mi sembra che Patrizia abbia giá l'acquolina in bocca..." Staccai l'occhio dalla telecamera, guardai il terzetto e annuii... con un mezzo sorriso di circostanza. Patrizia si piegó come a rallentatore, prese il cazzo di Piero nella mano, lo avvicinó poco alle sue labbra, tiró fuori la lingua, la appiattí sul ventre del cazzo di Piero, in basso, vicino alle palle, e risalí con una lunga e succosa leccata lungo tutta l'asta, giungendo sino alla punta, dove, senza staccarsi, aprí le labbra e lo prese in bocca. Piero inarcó lievemente la schiena e socchiuse gli occhi con un mugolio sommesso di approvazione. Vanessa era al settimo cielo. Era eccitata, con gli occhi spalancati, ipnotizzata almeno quanto me nel vedere la bocca di Patrizia scivolare su e giú lentamente sul cazzo di Piero.

Vanessa si rivolse alla telecamera e disse: "Lo vedi come ci dá, Fabio? Sembra che non aspettasse altro! Guarda come succhia la tua ragazza! Guarda che pompino che sa fare!"

Vanessa rimarcava le parole "succhia" e "pompino" con una carica particolare, a voce alta, come a volerlo spiegare ad un pubblico. Patrizia aveva chiuso gli occhi all'inizio, quando aveva iniziato a incavare le guance per succhiare meglio, ma nel suo movimento ritmico trovó il modo di dirigere il suo sguardo verso la telecamera, ancora una volta con gli occhi socchiusi, a fare capire che si stava veramente gustando l'azione. Piero perse il suo tradizionale "aplombe" e esclamó: "Cazzo come pompi Patrizia, mi fai svenire!".

- Patrizia aveva inziato a prendere gusto, come sempre, e scendeva giu' inghiottendo il cazzo di Piero fin quasi alle palle, per poi risalire fino in punta, con una fragorosa succhiata, interrompendo qua e la per lavorare di lingua. Vanessa si stava divertendo, ed evidentemente penso' che si sarebbe divertita di piú giocando a fare la regista. Si alzó, fece il giro dall'altro lato, passando davanti alla telecamera, e si piazzó dietro Patrizia, gentilmente la prese per le spalle e la invitó a spostarsi, ad acquattarsi, in ginocchio, tra le gambe di Piero.

- "Cosi', questa é la posizione giusta!" Vanessa esortó Patrizia a mettersi in ginocchio. Patrizia si sposto' a comando, senza mai staccare né la bocca, né le due mani dal cazzo di Piero.

- "E tu, Fabio, spostati qui di lato, questa ripresa la devi fare di profilo, vedrai che viene meglio!" Mi spostai come Vanessa aveva suggerito, e in effetti, da ció che vedevo nell'oculare della telecamera sembrava l'inquadratura di un film porno a tutti gli effetti. Vanessa felice e soddisfatta si spostó nuovamente al punto di partenza, da cui poteva osservare da vicino l'azione senza essere tra la telecamera e il cazzo di Piero; poi prese con una mano la testa di Patrizia e cominció ad accompagnarne il movimento di pistonamento.

- "Cosí, cosí, piú giú!!!" dava letteralmente il ritmo al pompino, per la gioia di Piero, che era entrato anch'egli nel ritmo e si lasciava andare, a mugolii di piacere.

Vidi Vanessa armeggiare col proprio vestito, e, tutta eccitata, sfilarselo.

Bum! Che corpo. Il suo fisico, giá attraente con i vestiti, era semplicemente esplosivo senza. Non portava reggiseno, nello sfilarsi il vestito entrambe le tette sode e rotonde si erano agitate e rimbalzavano come se fossero di gomma. L'addome piatto, la pelle abbronzata, erano uno spettacolo. Piú giú intravedevo delle mutandine a perizoma nere, molto semplici, molto attraenti al tempo stesso. Mi sentivo il cazzo scoppiare nelle mutande. Vanessa aveva smesso di incitare Patrizia nella sua performance orale e, gentilmente, la invitava adesso ad abbandonare il campo in suo favore. Patrizia si sfiló il cazzo di Piero dalla bocca con un sospiro, e, sempre tenendolo con una mano, lo puntó verso Vanessa e disse con un sorriso: "Provalo anche tu adesso..."

Vanessa prese il testimone che Patrizia sportivamente le passava, tenendo il cazzo con una mano, assunse la posizione inginocchiata di Patrizia e si scostó i capelli con la mano mentre abbassava la testa e veniva in contatto con il cazzo del suo ragazzo, anche lei di lingua prima, di labbra poi, ma con meno arte, si deve riconoscerlo, di Patrizia.

Patrizia si era spostata per farle posto, ma non si era alzata. Era rimasta in quella posizione genuflessa, ai piedi del suo Piero, sempre impegnata ad accarezzarselo, almeno con una mano, stavolta nell'interno coscia. Si voltó verso di me e sospiró: "Oh, da quanto avevo aspettato questo momento!" Poi si sporse verso su, a trovare un Piero estasiato dal piacere, e, con un gesto voluttuoso e molto scenografico, gli leccó le labbra con devozione. Vanessa alzó la testa dal cazzo di Piero e sorrise chiamando Patrizia, e rivolgendosi a lei, disse: "Sai una cosa che piace molto a Piero? ...La spagnola! Vieni qua, aiutami a fargliene una...."

Patrizia sembrava non avere capito, io avevo capito bene, invece, e Piero, con un sorriso furbacchione, sembrava avere capito ancora meglio cosa lo aspettava. Vanessa fece gesto a Patrizia di ritornare in ginocchio, stavolta peró dietro le proprie spalle, prese con gentilezza un polso di Patrizia e guidó la sua mano sulla propria tetta. Patrizia la prese con la mano a coppa e la strinse lievemente, senza bisogno di altre indicazioni fece lo stesso con l'altra mano. Il cazzo di Piero era lucido della saliva delle due ragazze, e stava eretto come un monumento, gonfio di piacere, sembrava fatto di marmo, tanto appariva duro.

Vanessa si piegó lievemente in avanti e Patrizia mosse i seni di Vanessa a incontrare il cazzo di Piero. Vanessa portava sicuramente una terza di reggiseno. Le sue tette, perfettamente rotonde, portavano un velato segno dell'abbronzatura, particolare che le rendeva ancora piú sexy, i capezzoli turgidi e puntuti mi facevano semplicemente morire. Patrizia prese il cazzo di Piero tra le tette di Vanessa e cominció a massaggiarlo. Muoveva i seni in su e in giú, con ampi movimenti, facilitata dal movimento con cui Vanessa stessa accompagnava il tutto, per interrompere ogni tanto e muoverli in su e in giú alternatamente, esercitando un massaggio erotico sul cazzo di Piero che scivolava allegramente, stretto tra le due tette sode. "Oh, si, vai cosí Patrizia, lavoramelo con le tette di Vanessa" - incoraggiava Piero - mentre Patrizia si dava da fare soddisfatta per rendere il massaggio il piú godurioso possibile, e Vanessa sembrava particolarmente eccitata con la testa riversa indietro e gli occhi chiusi.

Mai avevo immaginato di assistere a questa scena. Non solo mi trovavo di fronte a un trio di sesso in cui tutti sembravano divertirsi parecchio e io ero semplice spettatore, adibito per giunta al filmato della scena, ma anche la mia ragazza faceva parte del trio, mi aveva del tutto dimenticato e, per di piú, toccava le tette di un'altra ragazza, cosa mai fatta prima, che sembrava eccitarla parecchio. Patrizia era allegra, impegnata nella sega spagnola, quando improvvisamente la vidi flettersi poco poco in avanti, e incontrare le labbra di Vanessa, che senza esitare la bació appassionatamente. Non potevo credere ai miei occhi, la scena aveva una carica erotica mai vista, le mani quasi mi tremavano mentre armeggiavo di telecamera per riprendere la scena al meglio. La mia ragazza si stava lasciando andare in un bacio lesbico con Vanessa, la tensione erotica era palpabile e cresceva di attimo in attimo. Vanessa addirittura smise di tenere il cazzo di Piero tra le tette per voltarsi meglio e pomiciare appassionatamente con Patrizia che le stava dietro.

Piero assisteva alla scena ancora al massimo dell'eccitazione. Mi guardó e tutto quello che seppe commentare fu: "Wow!!".

Ma poi riprese l'iniziativa, evidentemente sentendosi trascurato, pose una mano su ciascuna delle teste congiunte in quel bacio appassionato, e le guido' delicatamente verso di se.

- "Si, continuate a baciarvi, ma baciatevi su questo!" e cosi' dicendo invitó le due bocche e le due lingue che si intrecciavano, direttamente sulla punta del proprio cazzo.

Le due presero una nuova carica, sporsero le lingue e cominciarono a muoverle, incontrandosi a tratti, sulla punta del cazzo di Piero, coprendolo di saliva, scivolandoci sopra da ciascun lato per poi riincontrarsi alla base e risalire insieme verso la punta. Patrizia allargó le labbra e ingoió ancora una volta quasi per intero il cazzo di Piero, suscitando un "Ahhh, si!!!" enfatico di Piero. Vanessa prese a leccargli le palle, con lunghi colpi, poi spinse la testa ancora piú in giú e lo leccava avidamente sotto e dietro le palle, spingendosi fin al buco del culo. Patrizia aveva ripreso il proprio su e giú, con risucchi particolarmente squillanti, Piero afferró il cazzo, lo tiró fuori dalla bocca della mia ragazza e lo usó a suo piacimento, strusciandolo sulle guance e sulle labbra di Patrizia, dandole colpi sulla lingua, suscitando anche l'interesse di Vanessa, che affiancó il proprio viso a quello di Patrizia e ricevette lo stesso trattamento.

Non sembrava il solito Piero, lo vidi esaltarsi, diventare piú dominante. Con il cazzo in mano cominció a esortare "Vi piace? Leccatelo, metteteci tanta saliva..." e lo accostava alle lingue sporte in adorazione, per poi ritirarlo e manovrarlo altrove, con disappunto delle due lingue che continuavano a cercarlo. Po si rivolse alla telecamera, ma evidentemente intendeva rivolgersi proprio a chi stava dietro la telecamera, perché disse: "Fabio, ma le vedi? Mi stanno facendo scoppiare l'uccello! Allora, tu che sei il regista, dimmelo tu, dove devo venire?".

Ero sconvolto, il pipistrello era adesso un condor che aleggiava dentro di me, minaccioso. Il mio cazzo sembrava gridare pieta' dalle mutande, tanto era gonfio.

- "Non sono un regista"... cercai di difendermi...

- "Coraggio, sto per venire, dimmi dove devo sborrare!!

Le due intanto continuavano il gioco di inseguimenti di lingua sia incrociandosi in un bacio saffico, sia sleccando il cazzo che Piero manovrava sulle loro facce.

- "Fabio, vuoi che venga sulla faccia della tua ragazza?" Ero ammutolito.

- "Piero, vienimi in faccia, ti prego", supplicó improvvisamente Vanessa, eccitata all'inverosimile. Ma Patrizia non fu da meno: "Vieni su di me, Piero, lo sai quanto mi piace", gemette.

Piero si drizzó in piedi, continuando a tenere il cazzo nella mano destra, con la sinistra sistemó vicine le teste delle sue due adoratrici, con le guance una accanto all'altra e chiese loro di aprire le bocche. Entrambe non se lo fecero ripetere due volte, socchiudendo gli occhi e allargando le labbra, con la lingua sporta in fuori, pronte per il regalo che era stato loro promesso. Piero diede un paio di colpi di cazzo ancora, poi, maneggiandoselo, gemette e venne.

Mi ero avvicinato istintivamente con la telecamera per cogliere il dettaglio, intuii che stavo per riprendere un evento altamente scenografico, infatti Piero enfatizzó parecchio, letteralmente urlando di piacere.

Schizzó a ripetizione fiotti di sborra su entrambe le facce, con forza, alcuni schizzi si spalmarono sulle guance, altri sulle lingue tese delle due. La sborrata di Piero voló dappertutto, finendo sui capelli di Patrizia, sulle tette calde di Vanessa. Dopo innumerevoli mugolii di godimento, sia delle due ragazze in ginocchio, sia di Piero che le sovrastava, Piero si lasció andare, e sedendosi sprofondó sul divano dietro di sé. Le due bocche affamate seguirono il cazzo come due cagnoline cui era stato sottratto un osso e a turno continuarono a succhiarlo, fino all'ultima goccia. Patrizia si distaccó dal cazzo di Piero stendendo un filino di saliva e sperma che faceva da ponte tra la punta del cazzo e la propria bocca. Vanessa prese fra le mani la testa di Patrizia, la ruotó verso di se e cominció una pomiciata col chiaro intento di raccogliere la sborra rimasta sul viso della mia ragazza. Patrizia accettó con piacere di ricambiare la cortesia, accostandosi alle tette di Vanessa e succhiandone i capezzoli, sui quali, anche lí, era scivolato qualcuno dei potenti fiotti densi di Piero.

La scena sembrava non avere limiti, sembrava presa dritta dritta da un film porno, quando, sia Vanessa sia Patrizia, esauste, si alzarono dalla loro posizione genuflessa e si misero sedute sul divano, col soddisfatto Piero in centro. Staccai l'occhio dall'oculare della telecamera per cercare il pulsante "off" e interrompere la ripresa. Ma Piero me lo impedí.

- "Aspetta, aspetta..." - disse - "...voglio fare un commento!"

- "Ok" - replicai -

- "Stasera le mie due troiette si sono gustate un bel milk-shake al gusto di sperma!". Seguirono i risolini divertiti di Patrizia e Vanessa, che sembravano adulate dal termine "troiette" come da un complimento.

- "Buonissimo il tuo milkshake! La parte piú bella peró é... l'estrazione!!!" E giú altre risatine.

Patrizia prese la parola e, inaspettatamente, mi interpelló: "Fabio, ti sei divertito?"

- "Beh..." non sapevo realmente cosa rispondere, avrei preferito parlarne in privato con lei piuttosto che davanti ai due milanesi. "...avete dato vita..." - continuai - "...ad uno spettacolo abbastanza animato e inaspettato!".

Patrizia mi riprese: "Sono contenta che ti sia piaciuto... avevo tanta voglia di fare sesso con Piero, e, insieme a Vanessa é stato ancora piu' eccitante. Non trovi che il cazzo di Piero sia come magico? Ha unito me e Vanessa come se fossimo state vecchie amiche!" ...Che poetica! Un'ode al cazzo! "...E poi tutto quello sperma! Mai ne avevo visto cosí tanto!". Beh, la vena poetica si andava evidentemente assottigliando. "Oh, Piero, ti adoro!". Con queste parole che echeggiavano nella mia mente spensi la telecamera.

Il silenzio era giustificato.

Patrizia e Vanessa avevano dato vita a un vero e proprio numero erotico, facendo a gara per chi meglio potesse soddisfare Piero. Piero aveva dimostrato di avere piú che gradito. Era normale che ci fosse una pausa di silenzio e di relax per loro tre.

Il silenzio era meno giustificato per me. Avevo fatto da spettatore, anzi, da aiutante, visto che avevo provveduto a registrare le loro prodezze su camera. Mi ero sentito a tratti umiliato da alcuni commenti di Patrizia e di Piero, ma cercavo di scacciare questi pensieri dalla mia testa. Cercavo di prendere gli aspetti positivi. Come ad esempio una eccitazione che mi aveva colto e mi aveva lasciato con un'erezione pazzesca e una strana sensazione in gola.

Ma non riuscii a sostenere lo sguardo post-orgasmo di Piero, né il sorriso soddisfatto sulle labbra delle due ragazze, cosí ruppi il silenzio offrendo dell'altro vino: "Chi lo vuole dell'altro vino bianco - feci spavaldo - ...dái, 'che dobbiamo finirla sta bottiglia!". Versai il vino nei bicchieri vuoti e li porsi a Piero, Vanessa e Patrizia. Ne versai un poco anche per me, anche se non ne avevo tanta voglia.

Vanessa prese la parola: "Fabio... Piero mi aveva raccontato nei minimi dettagli della tua mentalitá aperta, devo dire che ti ammiro!"

- "In che senso?" dissi, considerando un poco divertente il fatto che stavamo a fare conversazione, io vestito e lei nuda, con indosso solo le mutandine, stravaccata su un divano dove sedevano il suo ragazzo, seminudo, e la mia ragazza, vestita, ma con una leggibile propensione allo svestirsi.

- "Beh, non capita tutti i giorni di filmare la propria ragazza che fa sesso con un'altra coppia.... o no?"

- "No, no, in effetti é stata la prima volta... non saprei... é successo tutto cosí velocemente..."

- "Fabio - intervenne Piero - te l'ho detto giá e te lo ripeto ancora una volta: sei un ragazzo sorprendente, anche io ti ammiro".

Patrizia era fiera di me. Glielo leggevo negli occhi. Lo strano carattere della mia ragazza, non lo dava a intendere a Piero e Vanessa, ma nei suoi occhi potevo leggere la gratitudine verso di me. La gratitudine per averle dato ancora una volta la possibilitá di mostrare la propria ardente passione al suo "amante ufficiale". Le parole di Piero e Vanessa mi facevano piacere, ma ancora di piú lo sguardo soddisfatto della mia Patrizia.

Patrizia e io c'eravamo intesi con gli occhi. Sono queste le cose belle di un rapporto come il nostro. Con uno sguardo mi aveva fatto capire tutto, e lei aveva capito che io avevo capito. Mi ripromisi di domandarle piu' tardi, quando saremmo stati da soli, se anche lei aveva provato la stessa sensazione di complicitá, quando i nostri occhi si erano incontrati.

Ma Vanessa si intromise e disse: "Patrizia, non sapevo, dai racconti di Piero, che tu fossi "bi"..."

- "Beh, se non lo sapevo neanche io come facevo a raccontartelo?" - ribatté Piero -

- "Oh, no, non é questo il punto - disse Patrizia - in realtá non avevo mai avuto un... contatto con una ragazza prima d'ora..."

- "Veramente??" - fece Vanessa sbigottita -

- "Davvero?? - disse Piero - E... come é stata questa tua prima volta?"

- "Bellissima - rispose Patrizia senza esitare - grazie anche a te, Piero"

- "Non c'é di che, Patriziuccia" - disse scherzando Piero -

- "Eppure... non mi sembrava... Patrizia... sono stata con ragazze altre volte, tu sei veramente... appassionata"

- "Lo prendo come un complimento..." - concluse Patrizia, che giocava a fare la timida... uno dei suoi ruoli preferiti.

- "In ogni caso, se non ne sei convinta, puoi sempre rivederti in video: ne abbiamo le prove!" - dissi io cercando di tirarmi fuori dall'imbarazzo di essere l'unico che non aveva niente da raccontare, e indicai la telecamera.

- "Giusto! Me ne ero quasi dimenticata! - disse Patrizia - E' stata un'idea bellissima, grazie Fabio, che hai filmato tutto, t'immagini ora con questo nastro? Lo potremo rivedere quante volte vorremo!"

- "A patto che me ne mandi una copia!" fece Piero.

- "Non mi sono mai divertita tanto a fare la regista - disse Vanessa - mi piacerebbe potere riprendere altre scene, sempre a carattere... osé... con voi due" - Vanessa parlava a Piero e Patrizia - "Patrizia... perché non ti spogli? Ti posso filmare mentre ti spogli, tutto verrá ancora piú facile cosí!"

Patrizia bevve l'ultimo sorso di vino dal proprio bicchiere, poi, difendendosi con un sorriso, si alzó in piedi e mosse le mani sulle spalline del vestito da sera nero, a un pezzo, che indossava. Le spalline calarono e Patrizia prese a scendere il vestito lungo i fianchi, lentamente, scoprendo a poco a poco il generoso petto. Il reggiseno che le avevo regalato fece capolino, poi di colpo il vestito scese piú giú e lasció scoperto quasi tutto il suo corpo, per arrestarsi sui fianchi. Con un ultimo leggero movimento, Patrizia liberó anche i fianchi, il vestito cadde a terra in un fruscio e Patrizia ci appariva di fronte in reggiseno, mutandine, ed uno splendido paio di sexy autoreggenti neri. Vanessa aveva giá preso la telecamera e la aveva azionata con destrezza, sia io sia Piero guardavamo estasiati le forme di Patrizia, il suo corpo stupendo... anche se io sapevo di guardarla con occhi diversi rispetto a Piero.

Davanti ai miei occhi vedevo la mia ragazza. L'amore della mia vita. Con tenerezza, ogni singola volta che la vedevo spogliarsi le dicevo, guardandola negli occhi: "Sei bellissima".

E si che in qualunque momento era capace di svegliare la mia passione e di provocarmi un'erezione con il solo sguardo, ma ai miei occhi rimaneva sempre la donna del mio cuore, la mia tenera Patrizia. Di fronte agli occhi di Piero non stava la stessa Patrizia.

Per Piero quel corpo aveva rappresentato, nell'ordine, un'avventura estiva, un'amante peccaminosa e maliziosa, fino a stasera quando, parole sue, l'aveva definita la sua troia.

Ma era vero! Nient'altro che vero! Patrizia stessa, tante volte, in anticipazione del suo incontro con Piero mi aveva sussurrato: "Fabio, voglio essere la sua troia, voglio fargli tutto e farmi fare di tutto!". Avevo sentito quelle parole da lei e ne avevo trovato conferma nei gesti di Piero.

Vanessa aveva deciso di fare le cose in perfetto stile. Chiese a Piero di finire di spogliarsi, prima di inziare le riprese del suo personale film. Non era stato chiarito affatto quale dovesse essere il mio ruolo nella realizzazione del film in questione. Forse il montatore? No... quella parte spettava decisamente a Piero. Ah aha ah! Beh, battute a parte, Vanessa si mise davanti alla coppia, e chiese a Piero di avvicinarsi a Patrizia e spogliarla delle mutandine e del reggiseno.

- "Le calze no, Piero... mi raccomando, sono cosí sexy!" - aggiunse Vanessa ammicando verso Patrizia -

Piero si fece avanti e inizió a spogliare Patrizia. Le slacció il reggiseno, che buttó dietro di se senza curarsi, e ne approfittó per palpare a volontá le tette.

- "Sei bellissima!" - commentó, per poi dedicarsi ad abbassarle le mutandine.

Patrizia stava in piedi ed apprezzava le attenzioni di Piero, flettendo il corpo sensualmente mentre Piero finiva di spogliarla. Durante questa manovra Vanessa faceva da voce narrante, da cronista, e non mancó di notare come il cazzo nuovamente eretto di Piero aveva strusciato parecchie volte sulla pelle nuda di Patrizia, mentre lui la spogliava.

- "Mh... Piero, mi stai facendo impazzire nell'attesa! - disse Patrizia, sfiorando con la mano l'erezione di Piero"

- "Patrizia, mettiti sul divano - disse Vanessa - cosí: alla pecorina!"

Patrizia obbedí di buon grado alla improvvisata regista: mise le ginocchia sul divano, appoggió le mani alla spalliera, e inarcó la schiena. Il suo culetto rotondo era in bella vista. Tra le natiche si osservava la fessura della fica, apparentemente giá bagnata, che Patrizia offriva verso l'adorato cazzo del suo Piero.

- "Ecco, brava - proseguí Vanessa - cosí sará bellissimo riprendere Piero che ti scopa alla pecorina.... Ma prima... - si voltó a guardarmi per accertarsi che stessi ascoltando - bisogna essere certi che tu lo desideri... - disse con un sorriso crudele Vanessa - in fondo... qui davanti a guardarti c'é anche il tuo ragazzo, é necessario che tu ce lo faccia capire...."

- "Si... - inizió a dire Patrizia contorcendosi nell'attesa eccitantissima di ricevere il cazzo di Piero - ...lo voglio, voglio che Piero mi scopi da dietro! Ti prego, Piero scopami, non farmi aspettare!"

- "...E davanti al tuo ragazzo!" incalzó Piero

- "mmmhh.... Si.... Davanti a Fabio, scopami sotto gli occhi di Fabio, Piero"

Patrizia non si controllava piú, la fica bagnata attendeva di essere riempita, le provocazioni di Vanessa e Piero l'avevano resa incandescente... mi sentivo frastornato...

- "Vieni qui, Fabio - disse Vanessa con l'occhio sempre incollato alla telecamera - e tu Piero, anche tu avvicinati... Fabio, vedi, il cazzo di Piero é bello grosso... aiutalo a farlo entrare, vieni, qui, avvicinati...."

Vanessa mi aveva preso la mano e la stava guidando delicatamente verso il cazzo di Piero. Piero era esaltato: non riuscivo a reggere il suo sguardo, era euforico per ció che la sua ragazza stava sapientemente montando. Mi tremavano le gambe, avevo una sensazione irriconoscibile in gola, quasi automaticamente presi il cazzo di Piero nella mano.

Piero si proiettava verso la fica di Patrizia, che non aveva mai smesso di ondeggiare il bacino, nell'attesa spasmodica del contatto, Vanessa mi esortó: "Coraggio! Cosa aspetti, mettiglielo dentro! Non vedi come lo aspetta?"

Patrizia si voltó verso di me. I nostri sguardi si incontrarono. A quel punto stava solo a me la scelta. Cosí come prima, anche adesso potevo leggere negli occhi di Patrizia come in un libro aperto. Ma leggevo quello che sotto sotto non volevo leggere. I suoi occhi mi supplicavano di farla godere, ma non, come é normale tra due fidanzati, di farla godere con il mio corpo, piuttosto di farla godere con il cazzo di un altro uomo. Il cazzo dell'uomo che le faceva perdere la ragione: il grosso cazzo di Piero che pulsava fra le mie dita. Trattenni il fiato. Presi la decisione. Lentamente, guidai il cazzo di Piero verso la fessura. La fica di Patrizia era abbondantemente bagnata, toccai con il dito dell'altra mano per facilitare l'ingresso dell'uccello di Piero che si accostava alle piccole labbra, e poi, mentre lo accompagnavo dentro, potevo sentire contro la mia mano, il contrarsi delle natiche di Piero, interessato ad entrare piú a fondo, e percepivo il mugolio di Patrizia, come una marea montante mentre Piero la riempiva, con occhi chiusi, un'espressione quasi come stesse provando dolore, ma non era dolore, era piacere, un immenso piacere. Stavo dando alla mia ragazza un piacere immenso, incontenibile, ma col cazzo del suo Piero, del suo amante.

Ritrassi la mano e mi misi a guardare la scena che si sviluppava da sola. Piero assaporava lentamente i movimenti di bacino di Patrizia, che era al settimo cielo nel ricevere il suo cazzo.

"Oh, si... Piero, si... non smettere, ti prego"

Piero aveva preso un ritmo in crescendo. Il suo enorme arnese entrava fino in fondo nella fica della mia ragazza, per uscirne quasi del tutto, lucido di umori, fino alla punta, che poi riscivolava dentro con un guizzo. A ogni penetrazione di Piero, Patrizia reagiva con un movimento del bacino, con l'intento di riceverlo piu' in fondo e stringerlo dentro di sé. Piero aveva appoggiato le mani su entrambe le spalle di Patrizia, mentre contnuava a crescere il ritmo della sua galoppata. Man mano che i due acquisivano ritmo, Patrizia si faceva piú vocale.

"Mh... Piero, mi stai facendo morire, piú dentro, cosí, cosí!!!" Erano entrati in sintonia.

Piero aveva avvicinato una mano al culetto di Patrizia e le premeva con il pollice sul buco del culo, stimolandola ancora di piú.

E capivo, dal crescendo di sensazioni, movimenti, parole, che l'orgasmo di Patrizia non doveva farsi attendere molto.

Fu quando stava proprio per venire, stantuffata alla pecorina da Piero, che cominció un vero e proprio delirio: "Ah, Piero, sí! Nessuno mi puó mai scopare cosí in fondo come te! - Patrizia si agitava senza piú controllo, Piero sembrava un cavallo al galopppo - Quella parte che mi stai scopando, solo tu lo puoi fare! Quella parte di me appartiene solo a te! Solo a teeeee!"

Un'orgasmo senza fine la travolse come un'ondata. "Aahh" fu tutto quello che le uscí dalla bocca senza fiato mentre premeva la testa contro la spalliera del divano davanti a sé e Piero dava gli affondi finali, profondi, lenti e lunghi colpi di cazzo nella fica che si contraeva sul suo cazzone. L'intero corpo di Patrizia vibrava scosso da un orgasmo che l'aveva inondata di piacere. Piero aveva rallentato fino ad arrestarsi ed aveva preso le tette di Patrizia tra le mani, massaggiandole delicatamente.

Vanessa era euforica: "Benissimo! Benissimo!" sospese la ripresa e si complimentó con Piero e Patrizia.

- "In questo filmato c'é una carica erotica intensissima! Ragazzi dev'essere venuto benissimo!"

Piero sfiló lentamente il cazzo dalla fica della mia ragazza, permettendole di mettersi seduta sul divano, esausta. Gli occhi semichiusi di Patrizia mi fissavano. Patrizia sembrava il vincitore di una maratona: talmente esausto da non poter aprire bocca, ma con negli occhi la soddisfazione e la voglia di godersi il successo. Mi guardava, la guardavo. Mi mandó un bacio. Era stupenda, anche se con i capelli in disordine, il corpo abbandonato sul divano. Il bacio che mi mandó passó del tutto inosservato a Piero e Vanessa.

A Vanessa mancavano solo la sedia e il megafono da cineasta, tanto si era calata nella parte. Adesso, con la telecamera spenta in mano, si avvicinava a Piero e si complimentava:

- "Piero, sei un mito... - e giú un bacio affettuoso - ... sei il sogno di ogni ragazza - e giú un altro bacio.

Facevano quasi tenerezza. Potevano forse essere presi per una scena di qualche film romantico, visto lo sguardo languido di Vanessa e gli occhioni teneri di Piero in piedi l'uno di fronte all'altro.

Peccato che Piero era nudo, e puntava la propria erezione sulla pancia a Vanessa, che nel frattempo, nuda anche lei, con indosso solo le mutandine, aveva allungato la mano e raggiunto il suo cazzone preferito, sfiorandolo.

- "Mh... come brucia!" disse teatralmente ammirata, passando evidentemente con leggiadria dal ruolo di regista a quello di attrice.

- "Eh si! - fece Piero - Occorre spegnere questo incendio..."

- "Ci penso io, tesoro, siediti qui sul divano - e poi, rivolgendosi a me - Fabio, dai, mettiamo anche questo nel film!"

E cosí dicendo si sfiló in un gesto le mutandine, mettendo in mostra una deliziosa fichetta, con il pelo rasato corto corto, a lasciare una strisciolina verticale, incorniciata dalle linee dell'abbronzatura.

Vanessa si mise a cavalcioni di Piero, mentre io puntavo la telecamera su di loro. Patrizia sedeva accanto a loro, evidentemente ancora riprendendosi dallo scossone orgasmico che l'aveva travolta. Vanessa cominció a cavalcare il cazzo di Piero, sporgendo le tette verso Piero, che le leccava e le stringeva con entrambe le mani.

La bella Vanessa aveva iniziato a surriscaldarsi anche lei, condendo l'azione con mugolii e mostrando di sapere roteare il bacino a regola d'arte.

Patrizia si alzó, poi montó sul divano. Mi chiesi dove voleva andare a finire, ma lo capí in men che non si dica, perché scavalcó con una gamba Piero e Vanessa, poi si appoggió con la schiena al muro sopra il divano, e caló con precisione la fica proprio vicino alla testa di Piero. Piero non mancó di cogliere il messaggio al volo, riversó in dietro la testa, e prese a leccare la fica di Patrizia da sotto.

Vanessa era estatica. Continuando a cavalcare Piero con un proprio ritmo e con movimenti quasi teatrali, mi apostrofó senza neanche guardarmi: "Fabio, DEVI riprendere questo, mettiti di lato, riprendici!!!" per poi sporgere la testa in avanti e prendere a leccare la fica di Patrizia, incontrandosi con la lingua di Piero. Poi si interruppe, si prese una tetta con la mano e l'avvicinó alla fica di Patrizia, strusciandone il capezzolo inturgidito sul clitoride.

La telecamera ero riuscito a posizionarla sul tavolo, con l'angolo giusto per riprendere la scena, cosí come mi aveva indicato la Vanessa tutto-fare, ma le mani le volevo libere: mi liberai rapidamente dei miei vestiti e montai sul divano da un lato. Andai dritto come un kamikaze. Avevo preso la mia decisione e quando sono deciso nessuno mi ferma. Puntai il mio cazzo, duro come la pietra da un pomeriggio intero, dritto verso la bocca di Vanessa. Vanessa mi vide, esitó, sorpresa, un istante, poi allargó le labbra e mi prese nella sua calda bocca. Patrizia mi guardava soddisfatta. Era molto contenta, e si gustava tranquillamente le carezze orali di Piero. Vanessa aveva una bocca calda come un forno a legna. Istintivamente premetti un poco, e vidi che si prendeva l'uccello senza problemi. Putroppo non si muoveva granché bene, concentrata, evidentemente, nel roteare il bacino e stringersi dentro il cazzo di Piero, ma, con mia grande gioia non reagí negativamente ai miei movimenti di natica, tramite i quali le facevo entrare e uscire il cazzo dalla bocca.

Normalmente mi sarei sentito in imbarazzo a venire presto... l'altro uomo in questa casa, Piero, era uno che sapeva venire al momento giusto, senza affrettare le cose, gustandosi il piacere e facendolo gustare alle sue concubine, mentre io stavo proprio per venire presto presto come un ragazzino alle prime armi.

Ma questo non era un pomeriggio normale. Mi si poteva concedere che, dopo avere filmato prodezze sessuali e orgasmi un po' di tutti, il mio cazzo non reggesse piú di un minutino alla deliziosa bocca di Vanessa, cosí, accompagnandomi con qualche mugolio, enfatizzai il movimento di natica, mi strinsi la base del cazzo con la mano e lo piantai un po' piú profondo in bocca a Vanessa.

Vanessa emise qualche mugolio anche lei, evidentemente vocalizzando i tentativi di ingoiare la mia venuta. Straripai alla grande dalla sua bocca, un poco perché evidentemente c'era tanta roba, un poco perché controllavo male i sussulti del mio cazzo, tanto che qualche goccia scivoló rapidamente dalla bocca di Vanessa ul corpo di Piero che le stava seduto sotto.

- "Oh... - feci soddisfatto - riprendenomi da un orgasmo devastante. Avevo contratto tutti i muscoli del mio corpo all'unisono, cosí forte che quasi mi facevano male, avevo il fiato corto e sentivo il cuore battermi forte.

La mia Patrizia allungó un braccio e mi bació, sorridente. Sotto di lei, con mia grande sorpresa Piero aveva smesso di leccarle la fica e stava ora pomiciando con Vanessa. Un rivolo del mio sperma, misto alle loro due salive, colava fra le loro labbra unite e si depositava lentamente sulle tette calde di Vanessa.

Patrizia scese dalla sua posizione a cavalcioni, dalla quale dominava tutti e, insieme, ci sedemmo a fianco di Vanessa e Piero. Vanessa aveva decisamente cambiato ritmo alla propria galoppata, stava dando delle furiose insaccate, gemendo e premendo con molta forza la bocca su quella di Piero. Capimmo che stava venendo anche lei. Quando si staccó da Piero era surriscaldata, affannata, senza parole, anche lei come Patrizia poco prima sfinita reduce di uno degli orgasmi di Piero. Mi allungai verso il tavolo e raggiunsi la telecamera, che spensi. Risedendomi sul divano, Patrizia mi mise un braccio attorno alle spalle, e mi coccolava accarezzandomi teneramente.

Vanessa smontó di sella e, come aveva giá fatto Patrizia, si lasció sprofondare sul divano di fianco a Piero, con un gesto della mano come a dire "alzo bandiera bianca".

In questo quartetto abbandonato sul divano, soddisfatto da orgasmi a valanga, in questo quartetto che fino a poco prima era solo un trio, e ci mi ero aggiunto di propria iniziativa, si osservava una sola nota stonata: l'ineffabile Piero continuava ad avere una monumentale erezione che, malgrado avesse soddisfatto le fiche bagnate di due bellissime ragazze, gridava ancora vendetta.

Con Vanessa k.o., fu Patrizia, che si era pian pianino ripresa, a notare che Piero era ancora in forze.

- "Mmh... Piero, non ti smentisci mai! Sempre duro eh?"

- "Giá, sono in attesa di un gran finale..."

- "Fabio - Patrizia si rivolse a me - che ne dici di riaccendere la telecamera per riprendere il gran finale di Piero?"

- "Credo che se lo meriti" - risposi io andando a prendere la telecamera.

- "Ma certo che se lo merita, questo nostro stallone! - disse Patrizia ironica e, cosí dicendo, scivoló un po' piú vicina a Piero e gli prese in mano il cazzo con nochalance. - Allora, Pierino, qual'é il tuo desiderio? Lo vedi che siamo qui per soddisfarti no? - parló al plurale mentre sorrideva complice a Vanessa, che si stava sistemando i capelli dall'altro lato del divano.

La scena ancora una volta si commentava da sola. Ancora una volta Piero si trovava nudo, col cazzo in erezione seduto su un divano in mezzo a due bellissime ragazze nude che, guardacaso, erano presidente e segretaria del club delle ammiratrici del suo cazzo, e, sempre guardacaso, gli stavano chiedendo di comandare, solo ansiose di potere obbedire.

"Sai Vanessa - prese la parola nuovamente Patrizia - io, sono convinta che una donna non potra' mai essere completamente troia con il proprio uomo. Puo' farlo solo con un altro." Con la mano continuava a massaggiare dolcemente l'asta di Piero.

"Capisco cosa vuoi dire - rispose Vanessa - ho visto con che passione ti sei rivolta a Piero oggi, nel desiderio di soddisfarlo, e anche nel desiderio di trasgredire, di peccare, sapendo che lui non é il tuo ragazzo, sentendoti senza limiti..." E cosí dicendo Vanessa tese la mano, la sistemó accanto a quella di Patrizia, e, con un sorriso di intesa, la aiutó a massaggiare con movimenti delicati e seducenti, l'uccello del proprio ragazzo.

"Mi fa piacere che mi comprendi - io sono molto fortunata perché anche Fabio mi comprende. Vero Fabio?"

La comprendevo. Comprendevo che malgrado il nostro tentativo di equilibrare il rapporto facendo scambio di coppie con Piero e Vanessa, Patrizia era riuscita a rimanere sempre il centro dell'attenzione, come é sua natura.

- "Si, ti comprendo" - risposi, come se niente fosse.

- "Fabio tu quindi ti senti tranquillo in questo rapporto, e non metti nessun limite? - incalzó Vanessa.

- "No... non ho stabilito limiti, con Patrizia abbiamo un rapporto aperto, ed aperto significa senza limiti". Sapevo che, per difendere la mia coerenza, il prezzo poteva essere alto. Le parole di Patrizia sembravano una sfida.

- "Un poco piú veloce - sussurró Piero alle sue due amanti.

Patrizia da un lato e Vanessa dall'altro accentuarono un poco il ritmo. Patrizia si preoccupó di palpare con una mano le palle di Piero, massaggiando espertamente il territorio tra le palle e l'ano, accrescendo il piacere di Piero. Vanessa aveva preso a leccare con la punta della lingua il capezzolo di Piero e, con gesto molto elegante, si sistemava i capelli ogni volta che le ricadevano sul viso. Patrizia mi guardó e disse: "Fabio, sistema la telecamera come avevi fatto prima, dovresti fare una cosa..."

- "Cosa Patrizia? - dissi io, mentre riponevo la telecamera accesa sul tavolo -

- "Dái, vieni, non essere sempre diffidente, vieni..."

Mi accostai al terzetto che giaceva sul divano.

- "Piero - riprese Patrizia - stai per venire?"

- "Direi di si... mh... si... tra poco"

- "Alzati in piedi, alzati"

- "Ma perché?"

- "Mettiti qui, in piedi, voglio starti di fronte... voglio che vieni... a pioggia sul mio viso..."

Come sempre queste parole di Patrizia mi facevano un effetto strano. Mi piaceva vedere la mia ragazza divertirsi, facendo sesso con un uomo che la sapeva soddisfare pienamente, ma era cosí strano, ogni volta che la guardavo in viso, ricordare che quel viso era stato usato da Piero per schizzare il proprio piacere, fin dalla prima volta in cui si erano conosciuti, come se Piero lasciasse su di lei un marchio, un marchio di proprietá.

Patrizia si sistemó in ginocchio di fronte a Piero, che stava all'impiedi, poi si rivolse a Vanessa e disse: "leccalo da dietro, lo preparerai ancora meglio all'orgasmo" e lei di rimando "Lo so, lo so, é una cosa che lo fa impazzire. Piero allargó poco le gambe e Vanessa si accovacció dietro di lui, appoggiandogli la faccia in mezzo alle gambe e cominciando a passare la lingua a pennello, in su e in giú sull'ano e in basso fino alle palle.

- "Fabio - disse Patrizia, prendendomi la mano - noi abbiamo fatto venire Piero prima, adesso tocca a te!" E sfoggió un ampio sorriso, accompagnando la mia mano sul cazzo di Piero.

Circondai con le dita il cazzo di Piero, ancora umido degli umori vaginali di entrambe le ragazze. Provai a ritrarmi, a dire che forse non era il caso. Piero non si oppose affatto. Patrizia si rivolse nuovamente a Piero: "Stai per venire adesso?"

- "Quasi - rispose Piero - Fabio, muovi ancora un poco, fai su e giú!"

Obbedii automaticamente alla richiesta di Piero. Cominciai a manovrare come se la sega me la stessi facendo io stesso, sentivo il corpo di Piero irrigidirsi gradualmente. Vanessa armeggiava di lingua in zone molto sensibili e stava centuplicando il piacere di Piero.

Il cazzo di Piero, che giá é grande a vedersi, sembra ancora piú grosso a toccarsi. Me ne accorsi per la prima volta quando lo presi in bocca, su suggerimento di Patrizia, ed in quello stesso pomeriggio, quando ebbi il compito di farlo entrare nella fica della mia ragazza.

La mia ragazza aspettava in ginocchio davanti a Piero di ricevere il suo sperma.

Cominciai a maneggiare con veloci gesti il cazzo di Piero, che sentivo sussultare ad ogni colpo, e mugolare sommessamente.

Patrizia mi guardó, avendo intuito che stavamo per giungere al dunque e mi disse: "Fabio, puntamelo bene in faccia, quando viene, fammelo schizzare tutto in faccia! - poi si voltó versó Piero, e, guardandolo dal basso in alto, a voce alta: "Piero, sborrami sulla faccia, la lingua, i capelli, sono la tua troia!"

Piero non si trattenne piú.

Il suo cazzo si contraé sotto i miei colpi di mano. Puntai il cazzo verso le labbra della mia ragazza. Un primo schizzo di sborra si spalmó tra la lingua e la bocca. Poi ancora, a pioggia, voló sulle sue guance, sui suoi capelli. Piero dava un colpo di reni in corrispondenza di ogni fiotto, moltiplicandone la forza.

Mentre Piero le godeva addosso Patrizia portó la mano sinistra al volto, vicino la guancia. La sborrata di Piero si depositó in parte anche sulla mano di Patrizia.

Piero concluse con uno o due schizzi meno potenti, che in parte finirono per colare sperma tra le mie dita. Con colpi meno decisi continuai ad accompagnare il suo orgasmo, reso evidente dalle spasmodiche contrazioni del suo cazzo, che sentivo una ad una nella mano.

Vidi Patrizia, con gli occhi socchiusi, un'espressione estatica e godente, con sperma su tutto il viso, e la mano che aveva messo vicino il viso, anch'essa coperta di sperma, con la quale, stava muovendo alcune gocce di densa sborra verso la bocca per raccoglierle con la lingua.

La mano usata era la sinistra. Sul quarto dito di quella mano Patrizia, come d'abitudine, portava un anello.

Le avevo regalato quell'anello in occasione del nostro anniversario, un piccolo e sincero pegno d'amore. All'orafo avevo chiesto di incidere delle parole all'interno: "Insieme, per sempre".

L'anello simbolo della nostra unione adesso nuotava nella sborra di Piero.

Patrizia si avvicinó al cazzo di Piero e lo prese in bocca. Lo reggeva con la stessa mano, l'anello spiccava tra gli schizzi bianchi. Succhió delicatamente a occhi chiusi per qualche secondo, poi lasció andare. Evidentemente aveva raccolto fino all'ultima goccia.

Piero si sedette, Vanessa divertita fece qualche commento scherzoso e parlottava con Piero. Io neanche ascoltai, continuavo a fissare Patrizia che, eccetto per quelle gocce che aveva portato alla bocca, e quelle sugli occhi, non si era curata di togliersi di dosso lo sperma di Piero. Si sedette nuovamente accanto a Piero. Una goccia di sborra le era rimasta tra i capelli.

Spensi la telecamera. Vanessa mi chiese di mostrarle dov'era il bagno, commentando che una doccia era d'obbligo, ma per stavolta una doccia con acqua.

Mi diressi in cucina: mi era venuta fame e presi una mela dal frigorifero.

A turno facemmo la doccia, poi ci vestemmo, uscimmo per una passeggiata in centro.

A tarda sera, nel letto, guardavo Patrizia hce stava prendendo sonno. Avevamo parlato un poco, mentre ci coricavamo, Patrizia mi disse di avere passato una delle giornate piú belle della sua vita, ci baciammo, ci accarezzammo, mi ringrazió per volerle bene, la ringraziai per volermi bene.

Al contrario di me prese subito sonno. Si vedeva che era stanca. Il mattino dopo, d'altronde, sveglia presto e via sulle piste. Non potei fare a meno di riguardarla ancora una volta prima di richiudere gli occhi e cercare di addormentarmi una buona volta. Col viso appoggiato sul cuscino, la sua mano vicina mostrava l'anello che le avevo regalato.

Insieme, per sempre.


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