L'ASTA DI BENEFICENZA
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  Questa Ŕ la traduzione di un racconto di tale Lingus, che Ŕ uno degli autori pi¨ apprezzati di alt.sex.stories. Anche io lo considero uno dei pi¨ bravi, per la sua capacitÓ di generare tensione erotica in maniera elegante, senza esagerare con le spezie piccanti. La traduzione non Ŕ fedelissima. Mi sono preso la libertÓ di tagliare qualcosa qua e lÓ, di metterci qualcosa di mio, di interpretare, di "xlaterizzare".

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L'asta di beneficenza by Lingus - traduzione libera in italiano by Xlater

"Milleduecento e uno, milleduecento e due milleduecento e tre! Aggiudicata
ad Allen per milleduecento dollari!" urlo' il banditore. Dalla sala parti'
uno scrosciante applauso.

"Congratulazioni Vicki! Hai stabilito un nuovo record per questa asta.
Compresa la vendita dei tuoi indumenti hai totalizzato ben
millequattrocentosettantacinque dollari per le opere di beneficenza del
Circolo di Glen Creek." Un altro applauso.

"Signore e signori, si conclude cosi' la vendita di questo mese. Ricordate
che il mese prossimo ci saranno delle ghiotte novita'. Oltre alle quattro
mogli che metteranno all'asta i loro servizi, sara' disponibile anche uno
dei mariti. Questa e' una novita' assoluta e sappiamo che molte di voi
signore sono interessate a cogliere l'occasione. E voi signori? Quale
opportunita' migliore per fare un regalo alle vostre mogliettine? Se la cosa
avra' il successo che prevediamo, diventera' parte regolare delle nostre
aste mensili. Tra un paio di minuti avremo il sorteggio per vedere quali
saranno le donne e l'uomo che saranno offerti in vendita il prossimo mese."

A sentire i commenti del banditore, Vicki Holman, rossa di capelli, era
diventata anche rossa di imbarazzo. E poiche' in quel momento era nuda
davanti a tutta la sala, il pubblico poteva vedere come il rossore si
rifletteva su tutto il corpo. Era completamente nuda da quando John le aveva
sfilato le mutandine circa 10 minuti prima, dopo aver pagato 100 dollari per
avere questo privilegio. Appena prima Don aveva pagato 75 dollari per
toglierle il reggiseno e Dave 50 per levarle le calze e il reggicalze. Prima
ancora Don ne aveva sborsati 15 per toglierle il vestito.

Al di la dell'imbarazzo, comunque, vedevo benissimo che Vicki era molto
eccitata, dato che le labbra della figa sporgevano in fuori in modo evidente
(conosco bene quelle labbra. Sono Bill Holman, il marito di Vicki).
Sarebbero state ben visibili anche attraverso il leggero pelo rossiccio che
di solito le circondava, ma qualche ora prima io stesso avevo completamente
rasato il pube di mia moglie. Le avevo detto che probabilmente avrebbero
pagato qualche dollaro in piu' per giocare con una figa depilata. La nostra
vicina Janet diceva che finora nessuna donna si era mai offerta all'asta con
il pelo rasato.

Appena Vicki scese dal palco, Don le restitui' il vestito che lei subito si
rimise addosso. Gli altri indumenti e accessori invece sarebbero rimasti ai
vincitori delle offerte. Se non altro non sarebbe stata arrestata per
oltraggio al pudore nel tornare a casa. Si stava allacciando i bottoni
quando la raggiunsi e l'abbracciai baciandola. "Congratulazioni, tesoro.
Sapevo che avresti avuto un gran successo. Sono orgoglioso di te e credo di
essere anche eccitato come te."

"Oh, Bill, meno male che e' finita. Ero cosi' nervosa. Ero sicura che
nessuno avrebbe offerto nemmeno un dollaro per me. Pensa che imbarazzo!
Ma... e' vero, sono anche piuttosto eccitata, adesso. Si vede?"

"Beh, hai la figa piu'... in fuori del solito."

"E' anche colpa di John, che me l'ha palpata mentre mi toglieva le mutande.
Il bastardo! Avrebbe dovuto pagare un'extra per questo!" disse Vicki con un
gesto di stizza. "Meno male che non ho mutande da mettere. Le avrei
fradiciate per quanto sono bagnata. Pero' cosi' macchiero' la gonna, temo."

Proprio in quel momento si avvicino' Allen Spencer, colui che l'aveva vinta
all'asta. "Vicki, ti chiamo domani, cosi' ci mettiamo d'accordo, OK?"

"Ok, Allen. Siamo a casa tutto il giorno" rispose Vicki.

La nostra conversazione con Allen fu interrotta dal banditore.
"Prima di tutto, signore e signori, il comitato ed io siamo lieti di
annunciarvi che grazie a Helen Spencer, Bonnie Wilson, Jan Grimes e Vicki
Holman, stasera abbiamo ricavato 5110 dollari. Dovete inoltre sapere che
saranno Janet Quentin, Holly Barnes, Barb Dahlquist, Bec Thomas ed Henry
Johnson ad essere offerti all'asta il mese prossimo." Mi fece piacere vedere
il nome di Bec in lista. Non la conoscevo bene di persona, ma era
sicuramente una delle piu' fighe del circolo. "Dovro' cercare di mettere da
parte qualche spicciolo per vincere l'asta," pensai.

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Credo che dovrei spiegare un attimo cosa sono queste aste del Circolo di
Glen Creek.
E' cominciato tutto in maniera molto innocente un paio di anni fa quando
diverse donne del distretto di Glen Creek decisero di formare un Circolo di
Beneficenza. Nel tentativo di raccogliere fondi al di fuori degli
autofinanziamenti, pensarono ad una sorta di "asta degli schiavi" analoga a
quella che facevano alcuni dei loro figli nei gruppi di boy-scout. Le donne
offrivano a chi faceva l'offerta piu' alta la loro disponibilita' a svolgere
tipiche mansioni domestiche come pulire i gabinetti, lavare i vetri delle
finestre, fare da babysitter, ecc.

Avevano preventivato un ricavo di duemila dollari per la prima asta,
calcolando che trenta donne potevano ottenere circa 65 dollari l'una per i
loro servizi. Purtroppo, per una serie di assenze e per scarsa promozione
dell'iniziativa, si fermarono a 1500. Il banditore fece presente il fatto ad
asta finita, e suggeri' allusivamente che gli acquirenti potevano forse
accordarsi con le "schiave" ed offrire qualcosa di aggiuntivo, se erano
interessati a qualche servizietto "extra".

Dale Egan, un vedovo che viveva a Glen Creek, aveva comprarto i servizi di
Bonnie Wilson per farle dare una bella ripulita a tutto il suo appartamento.
Ma tutti sospettarono che Dale compro' proprio Bonnie perche' aveva la
reputazione di una che ci stava. Il giorno delle pulizie faceva molto caldo
e Bonnie si presento' con un top scollato e pantaloncini molto corti.
Nessuno sa per certo come avvenne che le cose degenerarono. Bonnie racconta
che ad un certo punto Dale si offri' di aiutare il Circolo a recuperare i
soldi mancanti, a patto che lei avesse continuato a lavorare a seno
scoperto. Bonnie accetto' subito, e accetto' ancora quando, qualche minuto
dopo, Dale le offri' un altro centone per lavorare completamente nuda.

Non e' difficile immaginare che effetto puo' aver fatto su Dale vedersi
girare per casa completamente nuda un pezzo di donna come Bonnie, che si
dava da fare con la ramazza sui pavimenti, che si arrampicava sulla scala
per spolverare gli scaffali, o che si accucciava per spazzare lo sporco da
sotto il letto.
Dale non riusciva a nascondere il rigonfiamento sul davanti dei propri
pantaloncini estivi, e Bonnie si divertiva a provocarlo sempre di piu',
enfatizzando maliziosamente gli atteggiamenti servili ("Cosa faccio ora,
padrone?", "Serve altro, padrone?"), ed assumendo, con la scusa delle
pulizie, le posizioni piu' adatte a mettere in mostra le sue parti intime.
Nel giro di mezz'ora Bonnie si era ritrovata in ginocchio tra le cosce di
Dale a lavorarsi di bocca il cazzo del suo "padrone" seduto in poltrona, e
prima di sera si era fatta scopare diverse volte. Il tutto, ovviamente, in
cambio del pagamento dell'intera somma mancante. Dale fu cosi' soddisfatto
che aggiunse altri duecento dollari.

Naturalmente l'accordo era che tutta la faccenda rimanesse segreta.
Ma Bonnie era cosi' fiera di aver ottenuto ulteriori fondi che se ne vanto'
addirittura col marito. Non aveva pensato, pero', a mettere in piedi una
storia sufficientemente credibile, e, quando Jerry la mise sotto pressione
con le sue domande, alla fine confesso'. Jerry la prese abbastanza bene
tutto sommato. Probabilmente perche' aveva la coscenza sporca dato anche lui
ultimamente si era sbattuto la sua nuova segretaria.

Bonnie non aveva neanche pensato a come avrebbe potuto spiegare alle altre
socie la ragione di questa offerta aggiuntiva da parte di Dale. Alla fine
decise di confidarsi con Janet Quentin che era la vicina della porta
accanto. Si diceva in giro che Janet era solita dare mance "particolari" al
ragazzo dei giornali, al fattorino della pizzeria, al postino e a qualunque
persona di sesso maschile che capitava alla porta di casa Quentin. Janet
ascolto' il racconto di Bonnie con molto interesse e alla fine lo riferi'
alle consigliere del circolo, che a loro volta dopo qualche giorno decisero
di convocare una riunione straordinaria.

"Signore, abbiamo delle notizie interessanti" comincio' Denise Longwood, la
presidentessa del circolo. "Prima di tutto, sono felice di riferirvi che
abbiamo raggiunto e superato la quota prefissata di finanziamenti." Dopo un
brusio di meraviglia Denise continuo', "e devo anche dirvi che... e' proprio
vero quello che tutti dicono: il sesso vende." Nella sala' piombo' un
silenzio stupito.

"Cosa vuoi dire" chiese Sue Johnson. "Sono certa che nessuna di noi..."

"...e invece credo proprio di si'" l'interruppe Janet. "Bonnie vi
raccontera' cosa le e' successo."

Bonnie non si aspettava di dover raccontare in pubblico tutti i dettagli
piccanti della sua scappatella con Dale, ma non aveva piu' scelta. "Beh...
Dale Egan mi ha pagato per ottenere... da me.. ehm... certi servizi"
comincio' balbettando.

"Dio sia lodato" esclamo' Sue. "pensavo che ci fosse di mezzo il mio Henry."
Suo marito, Henry, aveva vinto i servizi di Janet. Sue temeva che qualcosa
poteva esser successo tra Janet e suo marito e, dopo aver sentito il
discorso della presidentessa le sue preoccupazioni erano cresciute ancora di
piu'.

"No, Sue. Non si tratta di Henry." replico' Janet, che aggiunse, con un
pizzico di vanita', "Non che non ci abbia provato... voglio dire. Sono io
che non ci sono stata."

"Se e' per questo", ribatte' Sue, "Anche Joe ci ha provato con me, ma non
l'ho preso sul serio." Riferendosi al marito di Denise.

Segui' una franca discussione, dalla quale presto emerse che quasi tutte
loro avevano ricevuto allusioni, piu' o meno velate, relativamente ad "altri
servizi" che i rispettivi acquirenti avrebbero gradito. Alcuni di loro, come
Jerry, il marito di Bonnie, erano anche stati abbastanza espliciti nelle
richieste, ma nessuna di loro aveva accettato le avances, o almeno nessuna
lo ammise. D'altra parte nessuna sembrava scandalizzata o disturbata da tali
proposte.

"Signore, l'unica conclusione che si puo' trarre e' quello che ho detto
prima. Il sesso vende." Ripete' la presidentessa Denise. "Voglio ringraziare
Bonnie per aver rotto il ghiaccio su questo argomento. Credo che adesso sia
abbastanza chiaro come ottenere i finanziamenti per le nostre attivita'".

Dopo un'ulteriore ora di discussione, talvolte anche aspra, il circolo
giunse alla decisione di cambiare la natura dell'"asta delle schiave". Per
l'asta successiva, programmata tre mesi piu' tardi, fu annunciato che non
c'erano limiti ai servizi che l'acquirente poteva richiedere. Nessuno ammise
esplicitamente che cio' poteva includere prestazioni di natura sessuale, ma
tutti capirono. Dieci delle socie originali lasciarono il club, ma quindici
altre (compresa mia moglie Vicki) si aggiunsero nel frattempo. E
successivamente quattro delle socie dimissionarie tornarono. Probabilmente
avevano qualche problema da risolvere a casa prima di poter provare qualcosa
di cosi' poco ortodosso.

Le due vendite successive furono un successo eccezionale rispetto alla
prima. Ci fu un incasso di oltre diecimila dollari per le opere di carita',
e nessuno si lamento', ne' tra gli acquirenti, ne' tra le donne. Un tacito
accordo impose a tutte le socie di mantenere la massima discrezione su
quello che succedeva tra loro ed i compratori.

Alla seconda vendita il numero delle donne a disposizione e il numero dei
compratori erano cosi' cresciuti che l'asta duro' molto di piu' del
previsto. Al punto che quando arrivo' il turno delle ultime cinque donne in
vendita, la platea dei compratori si era sensibilmente ridotta. Fu allora
che si decise di aumentare la frequenza delle aste e di ridurre la vedita a
sole quattro donne. Si penso' anche che si sarebbe ottenuto piu' denaro
vendendo prima la biancheria intima delle donne e offrendo i servizi delle
stesse mentre erano nude sul palco.

Poiche' la chiave per guadagni maggiori era incrementare il numero dei
compratori, Jennifer e Jack Doyle si offrirono di reclutare un certo numero
di uomini singoli (o che sarebbero venuti senza le mogli). Scoprimmo poi che
la loro abilita' nel trovare uomini derivava dalla consumata pratica di Jack
che adorava trovare dei maschi da far scopare a Jennifer. I sei che
portarono come membri ausiliari del club erano stati tutti nel letto di
Jennifer.

Vicki ed io ci siamo trasferiti a Glen Creek circa quattro mesi fa e un mese
fa ci unimmo al club. Furono Janet e Denise a fermarci un giorno e ad
offrirci di far parte del circolo, raccontando a Vicki tutti i dettagli
delle attivita'. Vicki era sconvolta. Discutemmo della cosa diverse volte.
All'inizio finiva sempre in litigio, ma pian piano digerimmo l'idea. Io ero
molto allettato dall'idea di vedere nude le altre mogli, e magari scoparmene
qualcuna. Mentre non avevo ben focalizzato la possibilita' che Vicki finisse
a letto con altri uomini.

Dopo le sue contrarieta' iniziali, Vicki piano piano ammise che anche lei
trovava stuzzicante l'idea di andare a letto con qualcuno dei mariti del
Circolo. E mentre ne parlavamo mi accorsi di essere eccitato anche io al
pensiero che Vicki potesse essere vista completamente nuda da una platea di
uomini, e poi andare a letto con uno di loro. Alla fine decidemmo entrambi
di accettare il consiglio di Janet di partecipare all'asta successiva come
semplici osservatori.

A quell'incontro Vicki ricevette non solo pressanti incoraggiamenti dalle
altre signore a partecipare alle aste, ma fu anche lusingata dai numerosi
uomini che si dichiaravano pronti a fare grandi offerte per lei. Questi
commenti furono un ulteriore motivo di eccitazione per il sottoscritto, che
nel frattempo fu deliziato dallo spettacolo di Molly Jackson, Sandy Ireland,
Chris Lorenzo e Jennifer Doyle che venivano via via denudate dai vari
acquirenti fino a mostrarsi completamente nude mentre venivano offerti i
loro "servizi".

Io stesso vinsi il diritto di togliere il reggiseno di Jennifer per la cifra
sorprendentemente modesta di trenta dollari. Seppi poi che Jennifer era
un'amante dell'esibizionismo, e il seno che andavo a scoprire (cosi' come il
resto) erano uno spettacolo tutt'altro che inconsueto per la maggior parte
dei presenti.

Alla fine Vicki si lascio' convincere ad unirsi al club. Il suo nome fu
subito messo nella scatola dell'estrazione, insieme a quello di tutte le
altre donne che non erano state offerte all'asta in questa occasione. Ne
estrassero quattro e il destino volle che una delle quattro fu proprio
Vicki. Quando sentii il suo nome mi manco' il fiato.


----------

Non vedevo l'ora di tornare a casa con Vicki. Tutti e due eravamo in preda
all'eccitazione per effetto dell'asta, e passammo una notte di fuoco a
letto. Invece della solita scelta tra un pompino ed una bella scopata
ottenni entrambi. Vicki me lo sbocchino' con una passione inedita e sembro'
addirittura entusiasta di inghiottire la sborra. E' una cosa che non fa
quasi mai, tranne quando e' un po' brilla. Fui ancora piu' sorpreso, mentre
la scopavo, quando mi chiese piu' e piu' volte di cambiare posizione.
Sembrava volerlo prendere da tutte le angolazioni possibili e in ognuna se
lo gustava con una foga da vera assatanata.

Il mio sospetto e' che stava gia' facendo mente locale alla sua futura notte
con Allen, tanto che quando tutto fu finito mi chiese: "Pensi che saro' in
grado di soddisfare Allen? Pensera' che sono valsa tutti i soldi che ha
speso per me?".

"Vicki, quando avrai finito con lui vedrai se non pensera' di aver fatto un
grande affare!" La rassicurai, cingendole le spalle con un braccio e
stringendola a me, mentre cercavo di riprendere fiato dall'orgasmo. "Sei una
bomba, lo sai."

"Invece ho una paura da matti!" rispose. "Sai, non mi sono mai dovuta
preoccupare di questo... Voglio dire, tu sei mio marito... lui invece mi
giudichera' solo per come me la so cavare a letto!"

"Bene, allora possiamo allenarci insieme, no?" La stuzzicai. "Se vuoi posso
prendermi un giorno di permesso domani..."

"Piantala, dai. Parlo sul serio. Quel tizio ha pagato oltre mille dollari
per avermi un giorno a sua disposizione. Milleduecento dollari! Scommetto
che neanche le squillo d'alto bordo prendono tanto. Non vorrei proprio
deluderlo."

"Vicki, ascoltami. Tu hai un grande vantaggio su qualsiasi ragazza squillo.
Tu godrai di quello che farai con Allen, loro invece sono li' solo per i
soldi e al massimo fanno finta di divertirsi. Non vedi l'ora di andare a
letto con Allen, non e' vero? Non vedi l'ora di prendergli il cazzo in bocca
e succhiarglielo, e di sentirtelo scivolare nella fighetta, no? "

"Oh si'! Non vedo l'ora! Sara' la prima volta, da quando siamo sposati, che
vedo un altro cazzo... che lo tocco... lo lecco... lo assaggio... me lo
sento dentro... mmmhhh! Sara' divertente. Chissa' come ce l'ha... sono tutti
diversi, lo sai?"

"Se lo dici tu, amore. Non sono un grande esperto di cazzi. Anche se devo
ammettere che l'idea di guardare mentre un cazzo grosso e duro ti scivola
dentro la figa e comincia a pompare e' molto stuzzicante."

"...E guardare mentre gli faccio un gran bel bocchino?" chiese leccandosi le
labbra voluttuosamente. "Confessa, ti piacerebbe, non e' vero?" e comincio'
a scivolare con la testa verso il mio cazzo, che nel frattempo per effetto
dei discorsi stava rapidamente riprendendo quota. "Ti piacerebbe vedere che
mi avvicino lentamente con le labbra e comincio a leccargli la cappella...
cosi'...". "Oh, Allen... mmmhh... che bel cazzo che hai... cosi' grosso... e
duro... e che buon sapore..." Comincio' a far finta di stare con Allen,
prima con malizia per provocarmi, poi prendendoci sempre piu' gusto.
"Oooooh... ti prego Allen... fatti succhiare dalla tua schiava... mmmhhh...
mi riempie tutta la bocca... mmmhh... sono la tua schiava, Allen, la tua
troia... mmmhhh... puoi farmi tutto quello che vuoi... mmmhh... ma adesso
vienimi in bocca, Allen... mmmhh... fammi bere il tuo sperma...". Nel giro
di qualche minuto Vicki si bevve cosi' il mio terzo orgasmo della serata.
Anche lei venne contemporaneamente, aiutata dai miei delicati diteggiamenti
sulla sua figa depilata e probabilmente soprattutto dalla messa in scena che
lei stessa aveva messu su. L'idea di fare la troia con Allen la stuzzicava,
si vedeva da lontano un miglio.

Come promesso, Allen si fece vivo il giorno dopo e fisso' l'appuntamento
alle 6 di sera del venerdi' successivo. Avrebbe riaccompagnato Vicki a casa
alle 3 di pomeriggio di sabato. I termini dell'accordo delle vendite di Glen
Creek parlavano di 24 ore, ma spesso le donne si limitavano a passare la
notte dall'acquirente per poi tornare a casa la mattina successiva. In
questo caso pero' anche la moglie di Allen, Helen, era stata venduta e
avrebbe passato lo stesso periodo di tempo con il suo "padrone". Gli Spencer
avevano anche pensato ad affidare i bambini ai nonni. L'intera famiglia,
pare, avrebbe passato un grande week-end.

Vicki sembro' scossa quando si rese conto di quanto tempo avrebbe dovuto
passare con il primo uomo con cui avrebbe fatto sesso, tranne me, da quando
era sposata. "Cosa mi vorra' far fare per tutte queste ore?"

"Magari ti fara' pulire le finestre" scherzai. "In fondo non sta scritto da
nessuna parte che deve essere per forza solo sesso, no? Forse addirittura
niente sesso del tutto."

"Gia'! Ma a te dispiace che staro' via per tutto questo tempo?"

"In effetti sara' duro... ehm, scusa il doppio senso... ma resistero'. Ma
tieniti pronta perche' mi aspetto un rapporto completo... ehm, scusa
ancora... quando torni. Voglio sapere tutti i dettagli scabrosi, e poi ti
daro' un altro carico di sborra nella figa."

"E' una minaccia o una promessa?"

Mai settimana passo' tanto lentamente. Eravamo come due bambini in attesa
delle vacanze estive. Ogni giorno durava un'eternita'. E Vicki ebbe anche
qualche ripensamento. Il martedi', ritornando dal lavoro, la trovai sulla
porta di casa. "Non ci vado" annuncio'. "Non me la sento di fare una cosa
del genere. Sono una donna sposata...".

Ne parlammo a lungo. Sembrava veramente decisa a rinunciare. A niente
valsero i discorsi sulla fedelta' agli impegni presi, sull'importanza delle
opere di carita' del circolo, sulla pessima figura che avrebbe fatto con le
sue amiche. Quando invece portai il discorso sulla delusione di Allen, che
aveva offerto una cifra cosi' impegnativa, e che sicuramente aveva molto
apprezzato le sue fattezze, Vicki sembro' ammorbidirsi. Allora spostai
abilmente il discorso su quello che avrebbe fatto con Allen, fingendo di
minimizzare.

"In fondo non credo che Allen voglia niente di piu' che un semplice
amplesso. Dieci minuti e tutto e' finito. Quasi una sveltina."

"Ah, non credo proprio!" rispose. "Milleduecento dollari per una sveltina?
Scherziamo? Vorra' fare ben altro, sono sicura!"

"Per esempio?"

E Vicki comincio' a snocciolare tutta una serie di "prestazioni" che
immaginava (o desiderava?) che Allen le avrebbe richiesto. Man mano che
parlava il tono della voce comincio' a diventare un sussurro mentre con gli
occhi fissi nel vuoto viveva con l'immaginazione le situazioni che
descriveva. Si stava eccitando, e parecchio. I sensi di colpa avevano avuto
per un attimo il sopravvento, ma la voglia di provare un nuovo cazzo era
alla fine preponderante. Terminammo la conversazione con l'ennesima sessione
di sesso infuocato.

Il giovedi' successivo Vicki ed Allen si sentirono di nuovo per riconfermare
l'appuntamento. Allen le chiese di indossare un abitino sexy come quello che
portava la sera dell'asta. E chiese anche simile biancheria intima. "Vado
pazzo per calze e reggicalze e l'altra sera ti stavano alla grande!" Infine
le consiglio' di portarsi qualcosa di casual, ma comunque abbastanza sexy,
per il sabato. "Non credo che sabato staremo molto tempo vestiti. Ma ti
servira' comunque qualcosa da mettere per tornare a casa."

Venerdi' pomeriggio aiutai Vicki a prepararsi. Eravamo tesi come due cavi
dell'alta tensione. Si mise un vestitino da sera molto trasparente, che era
pensato da portare sopra degli slip. Invece degli slip pero' lei indosso' un
completo di pizzo nero, reggiseno, reggicalze e mutandine, che io stesso le
avevo scelto per l'occasione. Alla luce del sole, o anche in una stanza ben
illuminata, era ben facile vedere il profilo della biancheria che portava
sotto la stoffa del vestito. L'effetto era stupefacente: molto provacante ma
con eleganza. Il parrucchiere le aveva fatto un'acconciatura che raccoglieva
graziosamente i suoi lunghi capelli rossi in cima alla testa.

"Sei troppo meravigliosa per passare la notte con un'altro. Io non ti ci
mando!" Esclamai, scherzando solo in parte. "Guarda che effetto che mi fai"
aggiunsi tirando fuori il cazzo durissimo dai pantaloni.

"Credo di poter fare qualcosa per te" rispose con comprensione. Mi fece
stendere sul letto e mi gratifico' con il miglior pompino della mia vita.
Non ci misi molto a schizzarle in bocca il mio carico caldo e abbondante.
Lei mando' giu' tutto con attenzione, per evitare di macchiarsi il vestito.

"Eccoti servito, cow-boy!" disse pulendosi le labbra con un fazzolettino.
"Mi chiedo quante altre sborrate avro' in me quando tornero'."

"Beh, ricordati di non pulirti. Voglio essere io a lavarti con la lingua
appena torni. E poi voglio concludere la tua giornata da schiava con un
altra sborrata ancora nella tua figa sgocciolante."

Quando arrivo' Allen avevo il cuore in gola. Appena vide Vicki fece un lungo
fischio di approvazione e poi disse qualcosa che al momento mi sembro'
strano. "Sei fantastica! Avrai un grande successo stasera, Vicki! Veramente
un grande successo!"

"Un successo con chi?" mi chiesi mentre partivano in macchina. "Cosa cazzo
vuol fare Allen con mia moglie?"

Cercai di tenermi occupato quella sera, per distrarmi, e alla fine andai a
letto all'una e mezza passata. Ma non riuscii a dormire bene. Nella mia
mente continuavano a rincorrersi immagini di Vicki che si faceva scopare da
Allen. Alle sette della mattina dopo mi alzai, e di una settimana di giorni
interminabili comincio' per me il piu' lungo, mentre aspettavo con ansia il
ritorno di Vicki e il suo racconto di quello che era successo con Allen.

Arrivo' con qualche minuto di anticipo. Le andai incontro sulla strada e
aprii la portiera della macchina di Allen. Vicki era vestita con una
camicetta di cotone bianca ed una minigonna jeans che aveva portato con se
secondo le istruzioni. Si giro' a salutare con un bacio Allen, sussurandogli
amorevolmente "E' stata una stupenda esperienza, Allen. Grazie di tutto."
Quindi si giro' per uscire dall'auto. Nel farlo allargo' le cosce, dandomi
una perfetta visuale della sua figa scoperta. Si vedeva perfino lo sperma
che colava. La gonna, sotto, aveva una grossa chiazza appiccicosa.

"Non mi sono preoccupata di mettermi le mutandine. E comunque loro me le
avrebbero certamente levate." Poi mi bacio' e mi disse "Ti amo."

"Ti amo anche io, ma chi sarebbero 'sti 'loro'?"

"Ho avuto una bella sorpresina ieri sera," comincio' mentre si incamminava
verso casa. Sull'uscio si giro' e mi guardo seria negli occhi. "Bill, sono
stata veramente una porca in queste ultime ventiquattro ore." Mi continuo' a
fissare un attimo, poi sorrise dolcemente, mentre io continuavo a fissarla a
bocca aperta.

La sua frase rimase sospesa nell'aria. Si giro' e comincio' a salire
lentamente verso la camera da letto. Io la seguii muto, tremante, con il
cuore a mille. Si adagio' mollemente sul letto, attese ancora, mentre io
seduto su una sedia trattenevo il fiato. Poi mi sorrise ancora e comincio' a
raccontare.

_______

Quando arrivammo a casa, Helen era ancora li' ad aspettare che il suo
"acquirente" la venisse a prendere. Portava un vestitino bianco, da
cocktail, molto succinto. Mi spiego' che Herb Wagner aveva avuto un
contrattempo e sarebbe arrivato alle sette. Allen mi offri' un bicchiere di
spumante, che tesa come ero mi scolai subito, e poi un altro ancora.

Alle sette il campanello suono'. Dietro la porta c'erano quattro uomini,
compreso Herb. Quando li vidi entrare tutti chiesi cosa stava succedendo.
Allen allora mi accompagno' in cucina.

"Quando ho fissato il nostro incontro mi ero dimenticato del poker" Mi
spiego'. "Vedi, Io, Herb, Jim, Ben e Hal ci vediamo una sera al mese per
farci una partita. Capita proprio oggi ed e' il mio turno di ospitare. Ne ho
parlato con Helen e lei ha pensato che voi due potreste fare le brave donne
di casa e portarci da bere durante la partita. Poi alla fine Herb se ne va a
casa con mia moglie e tu ed io rimaniamo qui. Va bene per te?"

"Oddio, Allen" risposi. "Non ho il vestito adatto a farmi vedere da un
gruppo di uomini che non conosco. Non vedi quanto e' trasparente? E poi si
chiederanno cosa ci faccio qui. Sanno forse qualcosa del nostro 'accordo'?"

"Non ti preoccupare, Vicki. Sono tipi a posto. E sono sicuro che saranno
deliziati da come sei vestita. Comunque, Ben e Jim sono gia' venuti un paio
di volte alle aste. Hal non dira' niente a nessuno, stai tranquilla."

Allen mi aveva tranquillizzato abbastanza, e cosi' decisi di fare buon viso
a cattivo gioco. Dopo tutto devo ammettere che i ragazzi erano tutti dei bei
fusti, e pensandoci cominciai ad essere stuzzicata dall'idea di farmi vedere
in quella tenuta cosi' sexy. E poi, tutto quello che vedevano non era che i
miei indumenti intimi.

Cosi' andai insieme ad Allen nel salotto dove si erano riuniti quegli
uomini, e fui presentata. Helen li conosceva gia' tutti. Mi veniva la pelle
d'oca mentre passavo dall'uno all'altro a stringere le mani. Ognuno di loro
mi squadro' attentamente dalla testa ai piedi,
complimentandosi. "Bel vestitino, Vicki. E' proprio un gran bel vestitino."

Quando Helen ed io andammo in cucina per preparare i rinfreschi, Helen mi
disse che aveva notato l'effetto che avevo fatto sugli uomini con quel
vestito trasparente senza slip. "Se mi scusi un attimo, vado anche io a
togliermeli, cosi' non sei cosi' appariscente." Dopo un minuto torno'. Il
suo abito bianco era trasparente quanto il mio. Ma lei non portava piu'
assolutamente niente sotto. L'areola dei capezzoli e il triangolo del pube
erano visibili come la luce giorno.

"Helen," le dissi. "Con che coraggio hai intenzione di farti vedere cosi?!"

"Perche', Vicki, pensi che sia troppo sfacciato? Perche' non chiediamo ai
ragazzi cosa ne pensano. Se hanno qualcosa da obiettare ci metto un attimo a
mettermi qualcosa." Non credevo alle mie orecchie. Questa donna aveva
intenzione di girare per una stanza piena di uomini praticamente nuda. Era
un esplicito invito ad essere scopata da tutti loro, e sarebbero stati
ciechi a non coglierlo. E sinceramente non mi sembravano proprio ciechi,
anzi.

La seguii nel salotto e lei, appena entrata, domando' ad alta voce "Ragazzi,
pensate che il mio abbigliamento sia adeguato per l'occasione?" Tutti
manifestarono rumorosamente il loro consenso. "Promettete di fare i bravi se
me ne sto vestita cosi'?" Ci fu un coro di "Certamente!" "Ci mancherebbe!"
"Vedrai come saremo bravi!".

Come si calmo' il tumulto, Allen mi chiese di portare un primo giro di birre
a salatini per tutti. Fui lieta di poter uscire dalla stanza. La situazione
era molto confusa, non era quello per cui ero preparata. Dovetti riconoscere
pero' che mi stavo scaldando all'idea di un gruppo di uomini che mi vedevano
vestita cosi'. Mi chiedevo cosa sarebbe successo. Sicuramente Helen non
sembrava intenzionata a servire a quei tizi solo birra e snacks.

La prima volta che portammo da bere ando' tutto bene. Ci diedero delle
lunghe occhiate, mentre passavamo, ma nessuno disse niente e tutti tennero
le mani a posto. La seconda volta andai da sola e Ben mi chiese come mai io
portavo le mutandine ed Helen no. "Stai cercando di nasconderci qualcosa,
Vicki?"

"E' vero, Vicki, non e' mica giusto cosi'..." rincaro' Jim.

Io arrossii e dissi "Beh, non c'e' molto altro da vedere. E comunque non vi
piace la mia biancheria? Io la trovo molto sexy."

"Da quello che si vede sembra proprio di si'." disse Ben. "Forse, pero', se
ti togli il vestito possiamo essere piu' sicuri."

"Ci pensero'" dissi ed uscii. Non sapevo proprio cosa fare.

Raccontai l'episodio ad Helen, e lei rise di cuore. "Oh, i ragazzi stanno
cominciando a fare i birbantelli. Non te la prendere. Io trovo divertente
quando gli uomini mi guardano e mostrano di apprezzare quello che vedono.
Stai al gioco e divertiti."

"Forse hai ragione." risposi "E' divertente. pero' e' anche un po'
imbarazzante." Tornai al piano di sopra e, sorseggiando un bicchierino di
whisky, decisi, piuttosto che levarmi il vestito, di togliermi mutandine e
reggiseno. Con le sole calze e reggicalze sotto il vestito, che mi sembrava
sempre piu' trasparente, probabilmente avrebbero visto di piu', ma in quel
modo mi sembrava di essere meno vulnerabile. Guardandomi allo specchio di
Helen, mi accorsi che i capezzoli erano molto ben visibili, ma sotto non si
vedeva niente, visto che ero depilata.
Alla fine scolai l'ultimo sorso e tornai dai ragazzi. "Beh, che vi sembra?"
li provocai mentre camminavo ancheggiando intorno al tavolo.

"Va molto meglio cosi', Vicki. Molto molto meglio" esclamo' Hal. Ben non
riusci' a spiccicare altro che "Belle tette, Vicki". Sentivo il viso in
fiamme e la figa sempre piu' umida. Cominciavo a rendermi conto di dove
tutto questo sarebbe andato a parare, e fui sorpresa di quanto questo
pensiero mi stava eccitando.

________________

A questo punto interruppi Vicki per la prima volta, con la voce roca. "Ma
credi che tutto cio' fosse preparato?"

"Certamente" rispose Vicki "Ma, ci arrivero' piu' tardi."

"Fantastico! Ma adesso sono troppo eccitato per ascoltare ancora. Ce l'ho
duro come il marmo! Voglio leccarti la figa piena di sperma, e poi voglio
aggiungerci un'altra sborrata."

Mi alzai e mi avvicinai al letto mentre lei mi guardava sorridendo. Mi
inginocchiai sul letto davanti a lei mentre allargava le ginocchia facendo
automaticamente scivolare indietro l'orlo della gonna. Cominciai a passare
la lingua sull'interno delle cosce, leccando via tutti i rivoletti di sperma
che erano colati dalla fica. Era stata riempita fino a strabordare. Poi
passai la lingua su e giu' per lo spacco mentre continuava ad uscire roba.
Alla fine spinsi tutta la lingua dentro. Il sapore mischiato dello sperma e
dei suoi succhi vaginali era delizioso. Ero sull'orlo dell'orgasmo.
Continuai a leccarla e a succhiarla per un paio di minuti, mentre
incredibilmente la sborra continuava ad uscirle copiosa. "Ma quante volte ti
sono venuti nella fica?" Chiesi alla fine.

"Devo aver perso il conto" replico' candidamente. "Comunque ognuno di loro
mi ha scopata almeno due volte, e qualcuno anche tre o quattro. Ci devono
essere almeno una dozzina di sborrate li' dentro. Senza contare che ognuno
di loro mi e' venuto almeno una volta in bocca."

A quel punto quasi me ne venivo. Se avessi continuato a leccarla, e lei a
raccontarmi, avrei raggiunto l'orgasmo. Per cui mi alzai e infilai il cazzo
nella sua figa sgocciolante.

"Fai piano, ti prego... sono un po' indolenzita la' sotto" mugolo'.

"Posso ben capirlo" risposi. "Staro' attento. E comunque non ci vorra'
molto..."

Infatti in meno di trenta secondi avevo aggiunto un altro grosso carico di
sperma a quello degli altri cinque uomini che si erano scopati a turno mia
moglie. A quel punto, considerando che la notte prima avevamo dormito
entrambi ben poco, crollammo tutti e due esausti a dormire.

Fui il primo a risvegliarsi un paio d'ore piu' tardi e subito ripresi i miei
sforzi di ripulirle la figa con la lingua. In pochi minuti si sveglio' anche
lei. Allora le chiesi di terminare il racconto degli eventi della sera
prima.

"Dove eravamo rimasti?"

"Ti eri appena tolta regiseno e mutandine e ti eri messa a sfilare intorno
al tavolo, con culo e tette bene in vista" le ricordai.

_______________


La volta successiva che entrai nel salotto, Ben disse "Vicki, mi stavo
chiedendo come mai non riesco a vedere il tuo pelo come riesco a vedere
quello di Helen. Allen ed Herb dicono che sei depilata. E' vero?"

Diventai di mille colori mentre sentivo la fica che mi si bagnava ancora di
piu'. Decisi che ormai il dado era tratto e non c'era ragione per fare
resistenza. Sarei stata scopata da tutti e cinque quegli uomini e l'idea non
mi dispiaceva per niente. Mi avvicinai alla sedia dove era seduto Ben e mi
misi in modo di tenere la figa a pochi centimetri dal suo naso. Poi,
guardandolo fisso negli occhi comiciai a far scivolare l'orlo del vestito
verso l'alto finche' non vidi gli occhi di Ben schizzare quasi fuori dalle
orbite. "Allora, Ben, questo risponde alla tua domanda?" lo pungolai.

"E' vero, ragazzi, e' rasata! E sembra anche bella pronta!" urlo' Ben.

Allen decise allora di abbandonare la messa in scena del poker. "Signore"
disse "che ne direste di servirci il prossimo giro di birre insieme a due
'tacos'".

Ci misi un po' a capire il doppio senso di quel termine messicano, ma un
minuto dopo io ed Helen avevamo servito una nuova portata di birra fresca.
Allora mi sedetti sul tavolo da gioco con le chiappe nude in mezzo alle
carte e alle fiches e allargai le cosce in faccia ad Allen. "Ecco il taco
per cui lei ha pagato, padrone" dissi. Facevo la spavalda, ma il cuore mi
batteva a mille all'idea che questi cinque uomini stavano per acquisire una
profonda familiarita' con le mie parti piu' intime. Allen non perse tempo e
subito si chino' in avanti a leccarmi, mentre Helen si arampicava al mio
fianco per offrire il suo 'taco' ad Herb. Era meraviglioso.

Fu proprio allora, mentre Allen ed Herb facevano una scorpacciata delle
fighe per le quali avevano pagato, pensavo, cosi' generosamente che venne
fuori la verita'. Jim disse "Ehi! Non ce le consumate tutte! Anche noi
abbiamo diritto alla nostra parte!". Venne cosi' fuori che tutti e cinque
avevano messo i soldi insieme per permettere ad Allen e Herb di comperarci
all'asta. Helen da tempo aveva la fantasia proibita di essere al centro di
una gang-bang e Allen si era offerto di organizzargliene una come regalo di
compleanno. L'asta di beneficenza era un'occasione perfetta. Poi una volta
all'asta Allen ed Herb avevano deciso di comprare anche me, per poter essere
i primi del club a scoparmi. Ecco da dove usci' quella somma spropositata.
______________


"Che figli di puttana!" dissi io. "Grande idea pero'. Avrei dovuto pensarci.
Forse alla prossima asta posso provare a mettermi d'accordo con qualche
altro marito... ma non ci sono regole su quanti uomini possono scoparsi una
schiava?"

"Pare di no, almeno per ora" rispose Vicki. "Sembra che sia gia' successo
due o tre volte, ma nessuno si e' mai lamentato. Anzi, sembra che le donne
lo abbiano molto apprezzato"

"Vai avanti con la storia. Cos'e' successo poi?"

"Ormai il poker si era trasformato in un'orgia. Quando Jim reclamo' la sua
parte gli feci cenno di avvicinarsi e gli abbassai la lampo dei pantaloni,
mentre Allen continuava a leccarmi tra le cosce. Gli tirai fuori il cazzo, e
non fu semplice perche' ce l'aveva grosso e duro come una sbarra, e glielo
presi in bocca. Helen fece lo stesso a Ben. Hal nel frattempo lo aveva
tirato fuori e si era avvicinato a me, ma non potevo fare altro che
masturbarlo con la mano rimasta libera. Dopo qualche secondo Hal spinse via
Allen e fu cosi' il primo del gruppo a scoparmi. Mi penetro' con un colpo
solo, tremando per l'eccitazione, e comincio' subito a fottere come un
forsennato.
Era una sensazione meravigliosa, un senso di proibito. Sul tavolo da gioco
sentivo le fiches che mi segnavano le chiappe, tenevo le cosce spalancate
mentre il primo uomo dopo mio marito mi scopava nella figa come se mi
dovesse aprire in due, e nel frattempo sfogavo tutta la mia eccitazione
mugolando e sbavando sul grosso favoloso cazzo di Jim che mi riempiva la
bocca. Sapevo che li' a un passo c'erano altri tre cazzi in attesa del loro
turno e non vedvo l'ora di provarli. Mi sentivo veramente troia.
Curiosamente, mi dispiaceva che tu non ci fossi a vedermi, anzi mi sarebbe
piaciuto succhiare il tuo di cazzo, mentre gli altri facevano a turno a
scoparmi."

"Oh Vicki, mi sarebbe piaciuto anche a me. Prima o poi lo faremo, te lo
prometto." Era incredibile quanto questa storia mi stava eccitando. Appena
poche settimane prima non avrei nemmeno reputato possibile che mi potesse
accadere una cosa simile. Ora invece avevo appena scoperto che invece di una
notte di sesso con un tizio mia moglie era stata coinvolta in una
gang-bang... e ne eravamo entusiasti! "Quanto e' durata la festa?" chiesi.

"Gli uomini avevano calcolato di durare per tutta la notte. Hal doveva andar
via stamattina dopo colazione. Prima di andarsene mi ha chiesto un altro
bocchino. Credo che abbia un debole per me, sai? Mi ha scopato quattro volte
mentre a Helen non l'ha filata quasi per niente. Gli altri invece sono
rimasti fin quando Allen non mi ha riaccompagnato. Hanno tutti voluto
scoparmi un'ultima volta e ora dovrebbero fare lo stesso ad Helen. Mi auguro
che ce la facciano ancora, ma ho i miei dubbi."

"Ora ho capito cosa intendeva Allen ieri sera quando ha detto che saresti
stata un successone. Mi sembra di aver capito che la tua figa depilata e'
stata apprezzata."

"Da pazzi. Nessuno era mai stato con una donna depilata. Poi erano curiosi
di sapere cosa si prova a leccare una figa senza peli e sono stata felice di
lasciarli provare. Anzi, io stessa ho scoperto che effetto fa farsi leccare
da un uomo con la barba, perche' Jim ce l'ha."

"E come e'? Graffia?"

"Un po', all'inizio. Poi deve essersi ammorbidita coi miei succhi e si
sentiva una specie di solletico. Mi piaceva da impazzire quando me la
strofinava sul clitoride. Mi ha fatto anche venire in questo modo."

"E in tutto quante volte sei venuta."

"Giuro, non ne ho idea. Ma tante, veramente tante..."

"Io invece credo di dover venire un'altra volta..." le mostrai il cazzo di
nuovo indurito. "Che ne dici? Ti va?".

"Certo! Sono una brava mogliettina io" rispose con un risolino. "Ma ti
accontenteresti di un pompino, tesoro? Mi fa veramente male li' sotto..."

Non si rifiuta mai un pompino, e quindi accettai. E me ne fece uno
super-lusso. Poi ordinammo una pizza per cena e andammo a dormire presto.
Era stato un fine settimana impegnativo!

By Lingus

Tradotta in Italiano da

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